
Facebook Marzia Ornofoli
EDITORIALE
CONSIDERAZINI
In questi giorni siamo stati sommersi dalle notizie della morte di Sarah Scazzi, a prescindere che la verita non verà mai del tutto rivelata, e la soledarieta per sua madre è molto forte, e non solo per la morte della figlia, ma anche per aver perso un'altra parte della famiglia; come può ora guardare la sorella senza pensare "lei sapeva", anche se la sorella afferma il contrario non poteva non sapere, non solo a causa del marito, ma per la figlia, sicuramente avrà fatto di tutto per proteggerla, ancora oggi lo fa, per la mamma di Sarah sarà stato un colpo durissimo, naturalmente imparte bisogna anche comprendere la mamma di Sabrina, poichè come madre si è comportata come si comporterebbe ogni madre, nel proteggere i propi figli, naturalmente non è giustificabile. C'è una cosa che però non riesco a capire, il turismo macabro, andare nei luoghi dove qualcuno viene ucciso, mi sembra assurdo voler fotografare i luoghi dove un orrore è stato perpetrato, come se fosse un monumento, posso accettare che si voglia portare una parola di conforto a chi a perso una persona cara, ma bisogna anche rispettarne il dolore, non mi pare logico che un sindaco debba fare un delibera per chiudere delle vie per far rispettare la praivasi dei vari protagonisti. Portare un fiore accompagnato da un pensiero sulla tomba di Sarah non c'è nulla di male, ma farlo in silenzio senza però disturbare chi soffre e che anela solo alla verita.
Questo è il mio pensiero, aggiungo anche la poesia dedicata alla piccola Sarah
GIGLIO BIANCO
Giglio bianco nascesti,
nella terra rossa degli ulivi.
Negli occhi l’azzurro del mare,
la luce del sole scintillante,
sogni d’amore ricamati,
coi colori dell’arcobaleno
e della tua giovane età.
Sogni infranti contro un muro,
un muro nero costruito
da chi diceva d’amarti,
fiduciosa gli andassi incontro,
vestito d’angelo l’uomo nero ti ha sorriso.
Il tuo candido corpo,
fra le sue mani burattino,
bambola di pezza,
da buttare in un pozzo
di non ritorno.
Giglio bianco nascesti,
nella terra rossa degli ulivi
giglio del giardino celeste,
dove i sogni diventano fiori candidi
per rallegrare gli angeli come te.
MARZIA ORNOFOLI
13/10/10
Giglio bianco nascesti,
nella terra rossa degli ulivi.
Negli occhi l’azzurro del mare,
la luce del sole scintillante,
sogni d’amore ricamati,
coi colori dell’arcobaleno
e della tua giovane età.
Sogni infranti contro un muro,
un muro nero costruito
da chi diceva d’amarti,
fiduciosa gli andassi incontro,
vestito d’angelo l’uomo nero ti ha sorriso.
Il tuo candido corpo,
fra le sue mani burattino,
bambola di pezza,
da buttare in un pozzo
di non ritorno.
Giglio bianco nascesti,
nella terra rossa degli ulivi
giglio del giardino celeste,
dove i sogni diventano fiori candidi
per rallegrare gli angeli come te.
MARZIA ORNOFOLI
13/10/10