mercoledì 30 maggio 2012

FRA LE STRADE DI UN PAESE FERITO

Ieri 29/05/12 un'altra scossa di terremoto ha colpito il paese, facendo forse più paura di quella avvenuta il 20/05/12, perché? perché la prima scossa è avvenuta di notte quando la gente era a dormire, perciò si è resa conto lentamente ciò che avveniva. Invece quella d'ieri è avvenuta di giorno quando la gente era ormai sveglia, e quindi ben conscia di ciò che accadeva. Oggi, il giorno dopo, a mio avviso è stato anche più devastante, camminare fra le vie del paese e sentirsi svuotati come se l'incubo della notte perdurasse anche di giorno. La gente smarrita cerca di raggiungere la piazza, luogo di aggregazione per l'eccelenza ma viene fermata o deviata su strade secondarie. Ma lo smarrimento continua anche quando s'icontra un amica, perché guardandola negli occhi ti accorgi che ha il tuo stesso smarrimento, ci si abbraccia silenziosamente, perché non servano parole per quantificare la paura. Insieme si riprende a camminare e all'improviso come uno schiaffo dato all'improviso, anche se lo avevi sentito sussurrare, ti accorgi che i simboli del paese sono stati danneggiati. La cupola della chiesa è caduta sopra l'altare, il teatro comunale, situato nel palazzo comunale, orgoglio, cittadino, restaurato da poco a crepe, e non si sa quando riaprirà, la piazzetta delle catene, chiamata così perché vi erano catene dove un tempo venivano legati animali e masnadieri, tutti simboli di un paese ormai ferito, Ma i due simboli di maggior importanza per il paese, la chiesa e una parte del comune sono chiusi, e la gente si sente persa, il centro del paese, la piazza. La piazza anima del paese, abbia una ferita profonda,come quella dei suoi abitanti, che forse solo il tempo può rimarginare con il suo scorrere.