mercoledì 28 dicembre 2011

BUON NATALE


BUON NATALE

Buon Natale e felice Anno
un augurio ripetuto
ma sincero.

Nella grotta 2011 anni or sono
e nato il bambinello per portare
pace e serenità nei cuori
degli uomini.

Si narra che un di un fanciulla
aprì un vaso e i mali del mondo
ne uscirono.
Solo una scintilla rimase
la speranza.

Quel bambinello scintilla di speranza
illumino i cuori
per un futuro
di pace e serenità
e ancora oggi
scintilla di speranza
nell'augurio
di BUON NATALE E FELICIE ANNO NUOVO

martedì 27 dicembre 2011

LA SIGNPRA DEL TEMPO 2 (IL PRIMO INCONTRO)


IL PRIMO INCONTRO
La notte era calda e la macchina del tempo a forma di cabina telefonica si fermò presso il bosco di querce, in quel punto nessuno l’avrebbe mai notata. Le porte si aprirono e ne uscì un uomo alto magro, ma ben proporzionato, con i capelli molto corti, dava l’impressione di avere circa quarantacinque anni, vestito in abito da sera, in genere vestiva sempre molto casual ma quella sera si apprestava a incontrare un vecchio amico. L’uomo sapeva bene che l’amico non L’avrebbe riconosciuto, ma poco importava a lui era venuta la nostalgia di rivederlo e di ritrovare il luogo dove si erano visti l’ultima volta. Era appena tornato da un viaggio lungo e come il solito aveva salvato l’equilibrio dell’universo, lui era l’ultimo signore del tempo ed era quello il suo compito, ma in quell’occasione aveva anche rischiato di morire, o per meglio dire lo era ma il suo corpo aveva subito reagito trasformandolo in un uomo nuovo. Avanzo per il sentiero e arrivo al roseto, proprio dietro alla villa, stava per portarsi sul sentiero che lo avrebbe condotto sul davanti della casa, quando una voce femminile lo fece arrestare, guardo in quella direzione e la vide, per un momento le sembro d’avere davanti ad un quadro, in mezzo alle rose vi era una ragazza dai capelli biondo rame. L’uomo pensò che una rosa si fosse animata prendendo la forma di una ragazza, per un attimo penso che dal pianeta Roseglia fosse giunta appunto tale creatura, ma poi si disse che in qualche modo lui lo avrebbe saputo. In quel momento la ragazza era al telefono e la sua voce era irritata e alla fine disse al suo interlocutore:
“Senti, meglio essere un po’ sognatrice che essere un idiota come te, e se ti presenti qui giuro che ti caccio a pedate, e sai che ne sono capace”.
La ragazza non ascoltò la risposta e chiuse il telefono, poi guardò le stelle per un lungo momento, dando modo al signore del tempo d’osservarla. I capelli biondo rame erano tirati in dietro trattenuti da delle forcine con brillantini che brillavano alla luce delle stelle. Il profilo, delicato allo stesso tempo volitivo, la carnagione chiara era risaltata dall’abito rosso che lasciava scoperta le punte delle spalle, le braccia e una buona parte della schiena, sul davanti il vestito lasciavano scoperto un magnifico decolté, il vestito fasciava il corpo della ragazza, ma poi la gonna era più morbida, e sicuramente arrivava fino ai piedi. Ma a quel punto la giovane si mosse e se ne andò, lui rimase ancora un momento a osservare il punto dove si trovava lei, e gli parve di vedere un alone dorato come se l’aurea della ragazza fosse rimasta, si disse che era solo una sua idea e si allontano per entrare in casa. All’entrata gli chiesero l’invito e lui mostro una specie di documento nessuno ebbe da ridire e così entrò; per un attimo le sembro che nulla fosse cambiato, ma in verità in mezzo agli oggetti antichi cera qualcosa di moderno, anche se si sposava con tutto l’ambiente, era ancora intento a guardarsi intorno quando una voce gli domando:
“Buona sera, ci conosciamo? Non mi pare d’averla mai veduta prima, è un amico di mio figlio Carlos o dell’altro Giosef?”.
Per un momento l’uomo rimase in silenzio, davanti a lui c’era il suo amico, un tempo, ma il suo aspetto era quello un vecchio, inoltre era su una carrozzina, comprese che non poteva dichiarargli la verità, non tutta al meno così si limitò a dire:
“No signore, in realtà lei conosceva mio nonno, il quale mi ha parlato tanto di questo luogo che ho desiderato vederlo”.
“Ah capisco, come si chiamava suo nonno?”.
“Erold Smith”.
“Smith, si ricordo, e lei ragazzo mio, come si chiama?”.
“Come mio nonno”.
“Capisco, anche mio figlio Carlos ha imposto il mio nome al suo primo figlio, venga, le presento la mia famiglia”.
“Ne sarò felice, a cosa è dovuta questa festa? Se non sono indiscreto”.
“Stiamo festeggiando il compleanno di mia nipote Luce, non che una sua nuova, l’aurea”.
“Davvero è quante ne ha?”, domando Erold curioso.
“Ho perso il conto a dire il vero, vediamo un po’….”, l’uomo cominciò a fare l’elenco, il signore del tempo rimase impressionato, pensò che non fosse possibile che un essere umano potesse assorbire tanta conoscenza, ma poi pensò che in fondo alcuni esseri umani erano geniali, forse la nipote del padrone di casa l’era, ci fu poi il rituale delle presentazioni, tutto andò bene finché non gli fu presentata una donna, bella, ma con la voce petulante, che gli domando:
“Mi dica signor Smith, che lavoro fa lei?”.
“Oh bhè, ho tanti di quei dottorati, che tutti mi chiamano il dottore”.
“Santo cielo, un altro fissato con la conoscenza”, disse la donna petulante.
A quel punto il signore del tempo sapeva di dover andarsene, ma non voleva farlo, sperava, desiderava ardentemente di rivedere la ragazza del giardino, sentì la voce della donna petulante dire:
“Carlos, in somma dov’è finita tua figlia?”.
“Non lo so, che poi sarebbe anche la tua”.
“A certo, Jemes va vedere dov’è finita”.
“Sì mamma”.
Il giovane si allontanò, mentre lo guardava allontanarsi, il signore del tempo fece un riepilogo della situazione della famiglia, il suo amico aveva avuto un altro figlio di nome Giosef, ma egli non si era sposato e non aveva avuto figli. Mentre Carlos, si era sposato e aveva avuto tre figli, Ronald, Jemes e Luce, mentre pensava a questo, vide in cima alla scala la giovane donna del giardino, ora doveva andarsene ma non lo fece, comprese che era la nipote del suo amico, la ragazza salutò il nonno poi assorbì un po’ di lamentele da parte della madre, la quale le chiese:
“Che fine ha fatto il tuo amico Billy?”.
“Non lo so e non lo voglio nemmeno sapere”.
“ Io credevo che”.
“Era un idiota, e poi non mi sembra proprio il caso di parlare di queste faccende davanti ha un ospite, che tra l’atro nessuno mi ha presentato”.
“Hai ragione mia cara”, le disse il nonno poi aggiunse, “Posso presentarti il dottor Erold Smith”, poi fece l’inverso, poi per i due fu come entrare in un gioco complesso tanto che lui disse.
“Permettermi di dire che la vostra bellezza e pari solo alla vostra arguzia”, e in più fece un perfetto bacio mano, Luce prima di rispondergli sbirciò i fratelli poi disse:
“Voi siete troppo galante con una giovane donna”.
In quel momento la musica intonò un valzer e lui chiese:
“Posso invitarla a ballare miss Braun?”.
“A vostro rischio e pericolo, mio caro signore, poiché non sono brava in questo ballo”.
“Rischierò, sono certo che ne varrà la pena”.
La condusse al centro della sala e cominciarono a ballare, poi la ragazza gli chiese di uscire e si ritrovarono in veranda, com’era cambiata attorno alle colonne, vi erano rose rampicanti, le quali partirono da grandi vasi, la ragazza gli raccontò molte cose di lei e delle sue passioni le raccontò che era laureata in chimica e che produceva lei stessa il suo profumo alle rose, poi lei guardò di nuovo il cielo e sorridendo disse:
“Guardate Sirio, era già qualche sera che speravo di rivedere”.
“Conoscete le stelle?”
“Sì, guardate, la c’è Cassiopea, e la c’è il carro maggiore e la…”Continuò per un po’ poi disse, “Sapete avvolte vorrei avere le ali e volare fino alle stelle per osservarle meglio, e poi volerei per l’universo per vedere se ci sono altri pianeti abitati. E scoprire come vivono e come sono, i loro abitanti, e vorrei possedere una macchina del tempo, per viaggiare nelle epoche, e…”, all’’improvviso s’interrupe rendendosi conto che l’uomo davanti a lei la guardava con gli occhi spalancati, sorridendo gli disse “ Mi perdoni scommetto che ora starà pensando che sono matta, lo pensano tutti quando parlo così”.
”No, non lo penso per niente, potremmo darci del tu?”, le annuì, “Posso farti alcune domande?”.
”Certo di che tipo?”, gli chiese lei perplessa.
“Che cos’è un atomo?”.
“Una particella, suddivisa in…”, e giù tutta la spiegazione. Il signore del tempo fece domande di chimica, botanica, di storia, di astronomia, scienze naturali, e così via, sembrava che la ragazza conoscesse bene ogni argomento, ma a un tratto lei gli domandò: “Uffa, ma mi stai sostenendo un esame per caso?”.
“In un certo senso sì”.
“E deve durare ancora per molto?”.
“No”, e felice aggiunse: “Finalmente avrò una compagna che capisce quello che dico”.
“Se lo dici tu, ma che significa che avrai una compagna che capisce quello che dici?”.
“Te lo spiego subito”, poi con un tono solenne e alzando la mano a mezz’aria disse: “Luce Braun io posso mostrarti le stelle da così vicino che ti toglieranno il fiato, posso mostrarti tutti i mondi di cui hai parlato con tutta la loro gente, e posso mostrarti il passato, il futuro e mille altre cose, basta che tu prenda la mia mano e venga via con me”.
La ragazza rimase immobile, pensando che l’uomo davanti a lei fosse più matto di lei, ma guardandolo negli occhi capi che era maledettamente serio, con un filo di voce domando:
“Parli seriamente vero?”.
“Mai stato più serio, afferra la mia mano e metterò l’universo ai tuoi piedi”.
Luce ebbe un brivido lungo la schiena e la sua mano lentamente si mosse, ma in quel momento la voce petulante di sua madre ruppe l’incantesimo:
“Luce sei impazzita, non vorrai dar retta al primo venuto?”.
La mano si fermò, ma i suoi occhi incrociarono quelli del signore del Tempo, e il suo sguardo andò oltre a un futuro che pareva lontano, ma che in realtà era vicinissimo, le immagini erano confuse, il volto dell’uomo era indefinito ma Luce sapeva con certezza che era proprio lui, e lei era al suo fianco, condividendo ogni avventura, ma seppe anche che non era quella sera che l’inizio di tutto, abbassò la mano e gli disse:
“Non posso venire con te, e non sai quanto mi cosi dirtelo”, prima che lui formulasse la domanda, lei continuò, “Non è perché è mia madre a impedirlo, ma perché non sono pronta, noi due viaggeremo insieme, e il nostro sarà un viaggio senza fine, ma non comincerà questa sera”.
“E quando comincerà?”.
“Non so dirlo non lo visto”. Ci fu un lungo momento di silenzio, poi il signore del tempo annuì fece un inchino e s’incamminò verso il roseto per poi raggiungere il boschetto dove aveva lasciato il suo mezzo di trasporto. Era il limite del roseto quando sentì la voce della ragazza che lo chiamava, si girò verso di lei e vide che gli correva incontro d’istinto aprì le braccia per poi richiuderle sul corpo della giovane, mentre lei gli cingeva il collo con le sue e poi sulle labbra gli disse. “Questo perché tu non mi dimentichi, e come pegno del futuro che condivideremo”.
Fu un bacio intenso tanto che i due cuori dell’uomo batterono entrambi così forte che sembravano volergli uscire dal corpo, poi lei si liberò del suo abbraccio e tornò verso la casa, mentre lui rientrava nella sua macchina del tempo per fare un nuovo viaggio.

martedì 13 dicembre 2011

LE NEBBIE D’AVALON


LE NEBBIE D’AVALON
Magiche nebbie accarezzano
calanchi di colline addormentati,
l’odore del sandalo bruciato
profuma di antiche leggende.

Avvolta in quelle bianche
in spume soffici immersa
sento il dolce sussurrare di fate,
le loro parole raccontano di una terra,
magica Avalon.

La terra emerge silenziosa
dalle nebbie dove l’antico
re addormentato
aspetta il ritorno del suo cavaliere errante,
partito alla ricerca del santo Graal.

La strada la magica terra si è aperta,
percorrerla sarebbe facile,
l’indecisione e fatale,
la strada scompare rinchiusa
delle nebbie di Avalon.

Perduta la via per la magica terra
mi lascio cullare dalla dolce
spumosa nebbia del tempo.
29/10/11
MARZIA ORNOFOLI

OSCURITÀ


OSCURITÀ

Soldati di fango hanno camminato,
su sentieri di pietra
divorando anime inquiete.
Frugando in cuori di ghiaccio,
strappando le pagine scritte
nel grande libro del tempo
sconvolgendo l’ordine naturale
delle cose avvenute e quelle ancora avvenire
il fuoco divampa alimentato
dal dall’odio dei tempi.

Il fuoco divampa
incendiando gli astri
creando nuove profezie
in un ordine capovolto.
E ancora i soldati di fango
calpestano sentieri d’acqua limpida
urlando contro spiriti di luce riflessa
danzano alla luna rossa vermiglia.

All’alba di una nuova era,
la profezia della luce della quietanza
sorgerà a dare ordine fra gli specchi
e una nuova pace si fra strada nei cuori di ghiaccio
spegnendo il fuoco dell’odio
risorgendo a nuova pace
nella purezza dell’anima.
11/12/11
MARZIA ORNOFOLI

sabato 3 dicembre 2011

LA SIGNORA DEL TEMPO (LA RIVELAZIONE)


LA RIVELAZIONE
Sulla campagna londinese le ombre della sera incominciarono ad allungarsi, il sole con un ultimo guizzo tinse di rosso le nuvole, la giornata era stata calda ma ora una leggera brezza scuoteva le cime degli alberi, e il delicato profumo dei fiori riempiva l’aria di dolci fragranze. Seduti sulla ringhiera della veranda di una villa vittoriana, due uomini, uno giovane sui venticinque anni, l’atro sulla sessantina, a guardarli così potevano sembrare padre e figlio, ma in realtà erano amici da molto tempo, indefinito, come in realtà lo era la loro età. Una stella spuntò ed entrambi la guardarono, sospirarono ripensando alla loro patria diventata ormai pulviscolo fra le stelle, era stato uno dei tanti prezzi da pagare per una battaglia lunga e dolorosa. Sì, avevano vinto, ma le perdite erano state immense, il loro pianeta d’origine distrutto, ed erano rimasti in pochi, anzi pochissimi superstiti, “ I signori del Tempo”, ormai erano rimasti in tre, e presto uno solo, e su quell’unico sarebbe gravato la responsabilità di far si che l’equilibrio dell’universo fosse mantenuto. Nessuno dei due però osò parlare, guardò di nuovo verso il grande cancello che permetteva l’entrata alla tenuta, sopra all’inferriata cera la scritta “ I Signori del Tempo”; era stato l’uomo più giovane a volerlo, dicendo che in quel modo l’amico avrebbe sempre saputo dove rifugiarsi in caso di necessità. A un tratto sulla porta apparve una giovane accompagnata da un bambino di due anni, la donna non parlo il suo fu un invito silenzioso e i due la seguirono senza una parla, mangiarono il pasto della sera in silenzio, poi, i due uomini tornarono a sedersi sulla ringhiera, dopo qualche istante il più giovane domandò:
"Yaris, manterrai la promessa che mi hai fatto? Troverai il modo d’essere mio amico anche quando avrò dimenticato chi sono e chi sei?".
"Sì Ronald, anche se avrei preferito che scegliessi un’epoca meno pericolosa, la guerra infurierà lo sai".
"Mmmh, abbiamo girato in lungo e in largo le epoche di questo meraviglioso pianeta ma credo che quest’epoca sia l’ideale, darà molte possibilità a me e alla mia famiglia e anche quella di Carlos".
"Sì, questo è vero, se superate questa seconda guerra che vedrà la maggior parte delle nazioni coinvolte, il vostro futuro è assicurato", ci fu un attimo di silenzio poi Yaris domandò: "Quando lo farai? Quando diventerai un uomo da un cuore solo?".
"Con precisione non lo so, sento che c’è qualcosa importante che devo capire prima, perciò non lo so proprio". I signori del tempo avevano un aspetto del tutto umano, fisicamente niente lasciava supporre che fossero alieni, c’erano diverse cose che però li distinguevano dagli esseri umani, il fatto che avessero due cuori, e il grande potere di rigenerarsi, quando erano vicino alla morte, il loro corpo trovava l’energia di guarirsi e darsi nuova vita, l’unico inconveniente era che cambiavano completamente aspetto, per questo Ronald sembrava il figlio di Yaris, ma in realtà avevano la stessa età. Ronald quando aveva risposto a Yaris aveva appoggiato la mano sulla spalla dell’amico e in quell’istante una moltitudine d’immagini gli era apparsa, alcune riguardavano l’ultimo signore del tempo, alcune del suo futuro e della sua famiglia, ma ciò che lo rese felice e lo sconvolse allo stesso tempo furono le ultime immagini. Dalla sua stirpe sarebbe nata una bambina che in età adulta sarebbe diventata una signora del tempo, con le stesse proprietà che identifica i signori del tempo, e la vide insieme all’amico, tolse la mano e sorrise dicendo: "Coraggio amico mio ti aspettano mille avventure e al tuo fianco avrai delle belle assistenti, ma nessuna di loro rimarrà, ma tu non ti devi abbattere. Un giorno accanto a te ci sarà qualcuno che condividerà ogni battaglia e capirà il tuo animo più di chiunque tu possa avvicinare".
"E tutto questo l’al visto toccandomi?".
"Sì, ma non ti dirò cosa ho visto, e per rispondere alla tua domanda di prima, lo farò domani sera".
"Cosa ne farai dell’orologio della tua essenza e i medaglioni di Luminos e di Carlos?".
"Domani andrò dall’avocato Benson, e tu verrai come, una volta che l’orologio e i medaglioni saranno pronti tu, glieli porterai, mi raccomando Yaris è di vitale importanza che tu lo faccia".
"Tranquillo, non capisco il perché la cosa ti sta così a cuore, ma lo farò".
Due giorni dopo Yaris, consegnò un cofanetto di legno cesellato con la scritta l’essenza dei signori del tempo, e una lettera d’istruzioni per l’avvocato Benson.
Yaris cercò di mantenere la promessa ma le circostanze lo portarono in altre direzioni.

martedì 29 novembre 2011


Una donna, un uomo
Una promessa
suggellata da un bacio.
Avventure nel tempo,
fantastici luoghi e
battaglie
con popoli provenienti
da altri mondi.
Brevi
attimi rubati al tempo,
prima di giungere
all'unione eterna.
Tutto questo si trova in questa mia opera
LA SIGNORA DEL TEMPO

giovedì 24 novembre 2011


BRUCIA L’AMORE
Arde la legna nel camino,
brucia
l’anima mia
come il tuo respiro
mentre sfiora il mio collo.

Ardono di magia le lucciole,
come scintille scoppiettanti,
brucia
l’anima mia
e sulle labbra ardenti
i baci miei muoiano per accendersi.

Arde la fiamma delle candele,
sprigionando essenze di fiori e di sandalo,
brucia
l’anima mia
come le tue mani sulla pelle mia.

Ardono le stelle,
nel profondo manto della notte
brucia
l’anima mia
nel profondo desiderio di te.

Brucia
l’anima mia
infuocando il cielo
lasciando che il tempo si fermi,
in quell’attimo in cui
il grido del desiderio
si sprigiona negli occhi.

Brucia l’amore
Ardano i corpi,
al centro di quella fiamma
senza tempo.
22/11/11
MARZIA ORNOFOLI

domenica 9 ottobre 2011

PARLIAMO DI POESIA


PARLIAMO DI POESIA
Che strana è la vita avvolte. Io non avrei mai pensanto di d'over parlare difronte a tante persone di una materia così importante come la poesia, eppure qualche giorno fa sono stata invitata proprio per parlarne. Quando mi hanno chiamato a sedere accanto alla promotrice del pomeriggio sarei scappata a gambe elevate, eppure conoscevo la maggior parte degli invitati, e con loro l'argomento è fra i più gettonati quando ci si ritrova. Come si è svolto l'incontro, leggendo delle poesie di autori emergenti e comentandole, quando dico emergenti in tendo persone dall'età più svariata, che si ritrovano a scrivere poesia. Ma come avevo già percepito altre volte molti non hanno il coraggio di parlare della propria passione, ammettere di leggere e scriverer poesie, nell'ambito che non sia di una cerchia ristretta, di amici e conoscenti e molto difficile, eppure in quella sala cerano quasi cento persone, e alcune di loro per la prima volta hanno avuto il coraggio di leggere una loro poesia, probabilmente perché sentivano che le persone accanto a loro in fondo stavano provando lo stesso sentimento di timore ma allo stesso tempo di parlare dei sentimenti che imbergano in ognuno di noi. anch'io avevo portato qualche mia poesia.
Una signora ha letto una sua poesia, dedicata alla figlia, mi pare, quando l'ha finita ha sussurrato "Certo non è bella come sono le tue Marzia, è scritta così sempicemente, con parole semplici" Be' quelle parole mi hanno fatto dimenticare quello stato di agitazione che avevo cercato di smascherare fino a quel momento e le ho risposto che "Una poesia non è mai semplice, perché esprime un sentimento che in quel momento l'autore sta provando, non ha importanza se è scritta con parole semplici, anche se ritengo che le parole in se non sono mai semplici, specialmente quando tutte insieme devono formare un concetto, e l'essenza della poesia è proprio questo esprimere un sentimento, farlo diventare un concetto per il lettore, dove egli possa ritrovarsi. No la poesia non è semplice se esprime amore, gioia felicità, serenità, dolore rabbia odio. In una poesia si ritrova quella parte nascosta del nostro io, in quelle parole semplici la signora esprimeva tutto il suo amore per la figlia, quindi ella esternava il suo sentimento attraverso le parole scritte con il cuore, ma soprattutto con l'anima gentile di una madre". Ho concluso dicendo che se ognuno di loro pensasse che le loro poesie fossero semplici parole messe insieme per formare un semplice pensiero, dovevono smettere di pensarlo, perché una poesia è una gocca dell'anima di chi scrive. Naturalmente questo è il mio modesto parere.
POESIA 2

Pensiero che vaga nella mente.
Goccia che cade nel lago dell’anima,
scuotendo le acque calme
con cerchi concentrici.

Specchio che riflette,
oltre l’immagine riflessa,
ombre e luci d’un anima inquieta.

Ali per un angelo nascosto,
che sussurra piano sensazioni,
emozioni sempre nuove
sempre eterne.
MARZIA ORNOFOLI
19/12/10

Le Poesie Della Stanza -" Sonetto XV " - W.Shakespeare

lunedì 12 settembre 2011

MISTER FANTASTIC O DONNA INVISIBILE


Chi di noi non ha mai desiderato essere un super eroe? poter volare fra le stelle,saltare da un palazzo al'laltro, sfrecciare sulle strade con automobili super soniche, essere invisibili per muoversi liberamente, risolvere i mille problemi che la vita quotidianamente ci mette davanti, be' forse per i problemi della vita un pochino già facciamo i salti mortali con doppio avvitamento su noi stessi. Ma io in questi ultimi mesi mi sento tirare da tutte le parti, e mi sento come mister fantastic dei fantastici quattro, forse sarebbe meglio dire che gli altri pensono che lo sia, escludiamo il lavoro che quello e il minimo, ma i famigliari sono tremendi: allora mia madre, mio marito, mio padre, ogni uno vuole questo o quello. Le mie ferie sono abbastanza gestibili, nel senso che le posso prendere quando voglio, basta che mi metta d'accordo con i colleghi, e uno pensa, ok prendo le ferie, per riposare, dedicarmi un po' di tempo e dedicarne alle cose che mi piacciono, insomma ralllentare un pochino, be' non è possibile, perchè tanto la famiglia ti programma ogni minuto, ogni ora, ogni giorno, se potessero programerebbero anche la notte, e tu ti ritrovi a correre per tutti tranne che per te. Oggi è lunedi 12/09/2011, è il primo giorno di ferie che durano una settimana, e cosa ho fatto corri a pronotare le visite per mio marito, ascolta poi il medico su cosa è meglio fare per mia madre, prendere la decisione di informarsi su che tipo di piscina sia più addata a lei, concluse tutte queste mi sono ritrovata da sola, per lo meno era quello che pensavo. In quel momento ho guardato l'orologio erano le 10,30, e mi sono detta oh è l'ora del caffè adesso mi vado a gustarne uno in pace, mi sono diretta al bar pasticeria mi sono seduta ho ordinato il caffè, e mi sono messa a leggere il libro che avevo con me, mentre l'aria leggera accarezava mi accarezava il viso. Meraviglioso vero? Finalmente un autentico momento di relax, e invece ti senti dire "A ma sei qui", fine del momento rilassante e la tua mente deve recuperare i discorsi appena fatti che aveva messo in stembai per un po' e credetemi se vi dico che in quel momento avrei voluto essere la donna invisibile. Quindi meglio essere mister fantastic o la donna invisibile, o meglio ancora essere enttrambi? proprio non so.

Poesie d'amore e romantiche di poeti

giovedì 25 agosto 2011

giovedì 11 agosto 2011

domenica 31 luglio 2011


Come ombre l'anima incombe...un peso mi sovrasta, il pensiero èun veliero che tragitta nel miomare, io sono una rondine che si-lenziosa si alza a volare.(Sonia Demurtas)Marzia Ornofoli, nata a Bolognaa metà degli anni sessanta, aman-te della lettura, dell’arte e dellapoesia, Marzia ha una fantasia fertile che la ha aiutata a superare moltimomenti critici della sua vita. La poesia è per lei un rifugio, una valleincantata fatta di desideri e sogni. Ama: Neruda, Montale, Lorca, Bau-delaire e Leopardi, di quest'ultimo “L'infinito” è la poesia che adora eche sente vicino. Scrive per bisogno di esprimere sentimenti e sensa-zioni, nella sua raccolta poetica i vari stati della vita si susseguono, chinon ha mai vissuto un momento di rabbia? un attimo di delusione esconforto? e chi non ha mai vissuto un momento di dolore? La vitascorre nelle sue poesie, come il sangue scorre nelle vene di ogni essereumano, nei suoi testi amore e desiderio si fondono, la vita nei vari mo-menti si sussegue e diventa emozione personale, agitando l’animo.Marzia crede che una poesia sia una goccia d’anima di chi la scrive epersonalmente credo non abbia tutti i torti, ogni poesia è un pezzo dinoi, un attimo vissuto e gelosamente custodito nello scrigno fatato deiricordi.77
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Mascheramaschere elaborate nella città d’acqua,maschere tradizionali delle cittàcon burle e accenti stravagantiintrigano e fan sorridere grandi e piccini.Mascherine di cartone su occhi innocenti,vestitini colorati di e costumi buffiper bambini che con meravigliaguardon carri di carta pesta,fiori, fate, puffi dei boschi,uomini famosi mostrati goffamente,la musica risuona con un battito assordante.I bambini, essi non sannoche quelle mascherine di cartonesaran il preludio di una mascherache cela il vero io.Crescere fa cambiare dove l’ingenuitàla fanciullezza mostran la candida animal’età adulta e del sapere nascondon l’animae per non soffrir ci si nasconde dietro alla mascheradella vita(Marzia Ornofoli)78
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Sogni SospesiSono scesa giùper scale fatte di giorni.Ho lasciato le strade conosciuteper arrivare in cima alla montagnae da li ho guardato il tempo che passalasciando sospesi sogni antichisenza raggiungere mail'oblio che cercosenza posa.Viaggiando con la menterestando fermaad ascoltare ogni lamentoche sale dall'anima del mondo.(Marzia Ornofoli)Fra le pagine del cuoreAddormentata fra le pagine del tuo cuore,sognando cieli azzurri,oceani dalle acque profonde,universi infinitirisvegliandomi fra le pagine della mia anima.Addormentata fra le pagine del tuo cuore,lasciandomi senza paracadute,librarsi con pensieri d'amorefra nuvole bianche profumate.Addormentata fra le pagine del tuo cuore,correndo a piedi nudi sui prati fioriti,nella mano richiudiamo due cuori uniti dai desideri comuni.Addormentati fra le pagine del cuore,risvegliandoci fra le pagine dell'anima nostra.(Marzia Ornofoli)79
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Foglie di pietraho camminato in deserti di ghiaccio.Foglie di pietra segnano il sentiero antico.Migliaia di scarpe e sandali si sono consumati,infrangendo confini, infrangendo tabù.Nei cieli sconfinati ho volato come un’aquila,predando ignari pensieri che galleggiano nell’aria.Ho respirato l’odore acre del fumo di camini,piangendo lacrime di cenere,sugli altopiani dai fiumiciattoli mormoranti.Ho ascoltato antichi cantori con le loro ballate,con pennelli immaginariho disegnato paesaggi di pace,dove fiori immacolati s’innalzanoal cielo azzurro.I sentieri di foglie di pietra segno,il mio cammino nei deserti di ghiaccio.(Marzia Ornofoli)80
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Rosa a me preclusanuvole bianche si stagliano nel cielo,rosate dal sole al tramonto.Una rosa rossa è sbocciata,i suoi petali gocce di sanguedel cuore innamorato,graffiato da piccole spine.Nel mio giardino è nata,fra rovi una rosa ma……ma a me la rosa è preclusa,la sua bellezza timida mi mostra,sfiorarla vorrei,sfuggente lei si nasconde.Parto e resto immobile,su il ponte della nave,la terra è lontana,il giardino, la rosaormai nascosti dall’orizzonte,dove il cielo e il mare si fondo.La notte cala e la luna,illumina il camino,ma la rosa a me preclusa,si staglia con i sui petali rossicontro alla pallida luna,il cuore palpita di dolore,e vaga senza meta sull’oceanochiamato amore.(Marzia Ornofoli)81
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Le due babeliNel cielo grigio di settembre,mi sono svegliata,ho aperto gli occhi,con il sole d’agosto che brilla,riscalda i giorni lontani.La fragilità dell’animo umano,tremava nelle sferzate del vento.Il tempo senza fine ha bruciato,ha prosciugato fiumi,e come lava del vulcano spento,ha scatenato lava incandescente.Urla di fanatismo che si uniscono,a grida di terrore,a preghiere che rendono grazia,per anime bruciate nel rombo dei motori,rogo di due babeli che si sgretolanonel fumo e di macerie.Sguardi smarriti,lacrime senza tempo,hanno inondato il mondo,trasparenze candori di veli,volteggiano sfiorando,nuvole bianche,come le piume di un angelo,caduto negli abissi,di vortici nebbie perdute,respiri d’amoree d’eternità.(Marzia Ornofoli)82
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La voce del mareSpumeggiante l'onda,cresta bianca che sprigionala forza e la voce del mare,incanto richiamoper creature lo lasciarono.Io fui una di esse,per amore ti lasciai.Nella notte quando,tutti dormono esolo la luna mi guarda,torno a te ascoltando,i tuoi mille raccontidi marinaidi naviormai fantasmi.Una lacrima scivoladi saledi te essa sa.Le tue acque mi sfiorano i piedi,e mi ritrovo nuotarenel tuo silenzio,nella mia anima,che non ti ha mai abbandonato.L'alba è quasi sorta,i raggi del soleti fanno oro,riemergo,resto ancora un momentoad ascoltare il tuo saluto“arrivederci figlia”(Marzia Ornofoli)83
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NotteNel sonno irrequieto della notte,ho sorvolato la città,il suo lato più oscuro mi ha mostrato,dove l’amore viene vendutoper pochi denari,dove l’anima viene bruciatain un cucchiaino scaldatoe in una siringa infetta.Mi ha mostrato un luogo,dove ci sono cocci bottiglie,menti bruciate dall’alcol,corpi distesi su un marciapiede,senza più dignitàsenza più volontà.Mi ha mostrato il grido di una donna,lasciata su un pavimento sporco di sangue,con abiti stracciati e occhi vitreipieni di terroreL’alba poi è sortasembra essersi portata via,il lato oscuro della notte,ma esso è ancora lì nascostopronto a mostrare la sua oscurità.(Marzia Ornofoli)84
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ProfumiCi sono profumi che ci accompagno nella vita.D’inverno le castagne arrostite,ci regalano un magico cuore caldo.In estate,la pioggia sull’asfaltoci regala i ricordi di strade percorsemiglia di volte.Campi di pannocchie mature,costeggiano il nastro d’asfalto e,poco lontano gli alberi di cachicon i frutti immaturi,raccontano già una storia,una storia lontana che segna il destinodi un’arcaica città.L’aria fresca si mescola al ventosussurrante di allegre foglioline,come gocce pioggia prima di toccare terra.In lontananza s’ode un trattore che sbriciola erba,e all’improvviso un profumo intenso riempie l’aria,l’erba viola racconta corse nei prati a piedi nudi,di risate che muoiano su labbra ardenti d’amore.(Marzia Ornofoli)85
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La Rosa VelataUna rosa velata è nata sulla mia pelle,respiro il silenzio della notte,il respiro caldo umido dell’amantemi accarezza edacemente la pelle,vibra il cuore in quel palpitare d’emozioni.Mi lascio trasportare dal sogno d’amore,la notte mi appartiene.Il giorno si è levato,sola sono fra lenzuola disfatte,la primavera risplendedi colori e profumi,ma io non vedo la sua bellezza,perché tu non sei quiad ammirarla con me.Solo la notte la mia rosa velatasboccerà ancora sulla mia pelle.(Marzia Ornofoli)86
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DEDICA SPECIALE (acrostico)Le amiche del melogranoL’aurora incanta la notte.Esplode nei colori dell’arcobalenoAntiche mura che trasudano di storia.Mentre il campanile risuona nella piazza.I passi affrettati si fermano ad ammirarlo.Corre un bambino qua e là dietro a una Tortorella.Hanno sorriso al primo sole le bimbe innamorate.Elogiano con il loro cinguettio le rondini la bellezza del cielo.Dalle campagne i profumi dei peschi in fiore s’innalza nell’aria.Entra piano nelle case il dolce fremito della primavera.Lento e veloce scorre il tempo nella giornata di festa.Mercoledì giorno speciale per noi.È la gioia di un incontro felice.Lieto è lo stare insieme.Odo le risate d’amiche sincere.Gioia ascoltare versi inediti.Raccontano d’amicizia e d’amore.Amicizia profonda che sgorga nel cuore.Non manca la dolce merenda fatta con amore.Ora l’acrostico è finito e io ve lo dedico di cuore.(Marzia Ornofoli)87
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pablo neruda - poesia d'amore

martedì 26 aprile 2011

venerdì 25 marzo 2011

LA SIGNORA DEL TEMPO la rivelazione 1 parte




rSulla campagna londinese le ombre della sera incominciarono ad allungarsi, il sole con un ultimo guizzo tinse di rosso le nuvole, la giornata era stata calda, ma ora una leggera brezza scuoteva le cime degli alberi, e il delicato profumo dei fiori riempiva l’aria di dolci fragranze; seduti sulla ringhiera della veranda della villa vittoriana, due uomini, uno giovane sui venticinque anni, l’atro sulla sessantina, a guardarli così potevano sembrare padre e figlio, ma in realtà erano amici da un tempo indefinito, come in realtà lo era la loro età. Una stella spuntò ed entrambi la guardarono, sospirarono ripensando alla loro patria diventata ormai pulviscolo fra le stelle, era stato uno dei tanti prezzi da pagare per una battaglia lunga e dolorosa, si avevano vinto, ma le perdite erano state immense, il loro pianeta d’origine distrutto, ed erano rimasti in pochi, anzi pochissimi superstiti, “ I signori del Tempo”, ormai erano rimasti in due, e presto uno solo, e su quell’unico sarebbe gravato la responsabilità di far si che l’equilibrio dell’universo fosse mantenuto. Nessuno dei due però osò parlare, guardarono di nuovo verso il grande cancello che permetteva l’entrata alla tenuta, sopra al cancello cera la scritta “ I Signori del Tempo”; era stato l’uomo più giovane a volerlo, dicendo che in quel modo l’amico avrebbe sempre saputo dove rifugiarsi in caso di necessità, entrambi lo sapevano; ad un tratto sulla porta apparve una giovane accompagnata da un bambino di due anni, la donna non parlo il suo fu un invito silenzioso e i due la seguirono senza una parla, consumarono il pasto della sera in silenzio, poi, i due uomini tornarono a sedersi sulla ringhiera, dopo qualche istante il più giovane domandò:
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<>, ci fu un attimo di silenzio poi Yaris domandò: <>.
<>; i signori del tempo avevano un aspetto del tutto umano, fisicamente niente lasciava supporre che fossero alieni, c’erano diverse cose che però li distinguevano dagli esseri umani, il fatto che avessero due cuori, e il grande potere di rigenerarsi, quando erano vicino alla morte il loro corpo trovava l’energia di guarirsi e darsi nuova vita, l’unico inconveniente era che cambiavano completamente aspetto, per questo Ronald sembrava il figlio di Yaris, ma in realtà avevano la stessa età. Ronald quando aveva risposto a Yaris aveva appoggiato la mano sulla spalla dell’amico e in quell’istante una moltitudine di immagini gli erano apparse, alcune riguardavano l’ultimo signore del tempo, alcune del suo futuro e della sua famiglia, ma ciò che lo rese felice e lo sconvolse allo stesso tempo furono le ultime immagini, dalla sua stirpe sarebbe nata un bambina che in età adulta sarebbe divenuta una signora del tempo, con le stesse proprietà che distingue i signori del tempo, e la vide insieme all’amico, tolse la mano e sorrise dicendo: <>.
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Due giorni dopo Yaris, consegnò un cofanetto di legno cesellato con la scritta l’essenza dei signori del tempo, e una lettera d’istruzioni per l’avvocato Benson.
Yaris cercò di mantenere la promessa ma le circostanze lo portarono in altre direzioni.

"Il sabato del villaggio" Giacomo Leopardi

martedì 15 marzo 2011

DA SANDOKAN A DOTTOR WHO


Una vecchia poltrona il ticchetio di un orologio e i pensieri vagono, lasciando libera la mente di riflessioni su cosa muove la mia arte. Un arte strana la mia, scrive essa si chiama, e mentre rifletto mi accorgo che a muoverla è un insieme di cose; lascio che la mente analizzi l'insieme: fantasia nata da libbri di fiaba, ma mentre il cammino si fa meno intricato ecco avanzare l'ibri d'avventura, pirati, corsari, e avventurieri dall'aspetto emblematico, provevienti da scritti antichi e nuovi e tutto diventa movimentato e l'adrenalina scorre, poi ecco una poesia un pianto antico, e i sentimenti sono forti dove il dolore e la gioia si mescolano, dove la rabbia e la pace si susseguono nel cammino della vita, poi lo sguardo si ferma la dove la fantasia e l'aventura diventono immagini, dove la fantasia incontra scenza, e rimango incantata di fronte a quegli efffetti speciali che la mente sa creare ma che qualcuno sa far diventare immagini, si tutto ciò muve la mia arte chiamata scrivere.
Questo è ho appena scritto e il modo gentile per dire ciò che mi piace, avvolte mi chiedo come è possibile che le fiabe, i romanzi d'aventura, la poesia, la fantascenza possono piacermi così tanto, ho dimenticato anche di aggiungere che mi piace anche il mistero,la storia, esoterico, quest'ultimo mi piace in forma leggera, quanto basta per scrivere storie di fantasmi e di rincarnazioni non malvagie s'intende. I libbri d'avventura sono la mia passione assoluta, non mi sono persa nessuna delle avventure create da Salgari, per Sandokan e per i suoi corsari, poi sono arrivati altri scrittori più moderni, ma che sanno catturarmi in modo assoluto. A pensarci bene non ho mai letto libri di fantascenza, ma adoro i film di fantascenza, non mi sono persa una puntata della serie mitico Star Trek, e s'intende nemmeno un film, mi piacciono soprattuto quelle serie che parlano dello spazio, ma non disdegno nemmeno i viaggiatori del tempo, a volte ci penso come sarebbe bello viaggiare nello spazio conoscere mondi nuovi, oppure tornare indietro nel tempo per vedere ciò che è stato oppure sbirciare nel futuro, forse però il futuro è meglio lasciarlo stare, altrimenti una volta tornati al presente non ti godi ciò che accade attorno a te perché sai già cosa ti aspetta. Qualche giorno fa mi hanno domandato da dove trago le idee per i miei racconti, bhe che dire, se non da tutto ciò che leggo e vedo, la cosa buffa che spesso mescolo i vari generi fra loro, se riesco a farlo?; chi può dirlo senon chi legge le mie storie. Avvolte mentre sto guardando un film o un telefim mi viene una idea dove il protagonista sia il personaggio di quella serie, come adesso per esempio, mi sono appassionata a una serie televisiva di fantascenza chiamata " Dottor Who", parla di un viaggiatore del tempo, anzi di un signore del tempo, che si fa chiamare "il dottore"; è una delle serie più vecchie della televisione , nata negli anni sessanta, ha visto molti interpreti, e ripresa anche più volte, e guardando gli episodi del passato ho visto i vari cambiamenti facendo anche confronti, e ritengo l'iterprete che sto seguendo sia grandioso a interpretare questo personaggio, ma tornando all'inizio del discorso e cioè che mi vengono idee per una storia per il tal personaggio, in questo momento ne ho una, e alla fine so che dovrò scriverla perché altrimenti mi da il tormento finché non la scriverò.
Si devo ametterlo ciò che mi piace influisce molto sulla mia arte chiamata scrivere.
MARZIA ORNOFOLI

15/03/2011

a silvia

lunedì 21 febbraio 2011

EDITORIALE SFOGO DIGNITA' PERSA


Ci stiamo avvicinando al mese dedicato alla donna: l'otto marzo è nato per ricordare il sacrificio di alcune lavoratrici, che sono morte per difendere il diritto al lavoro delle donne, ormai questo fatto è diventato un ricordo vacuo, soprattutto è diventato un fatto comerciale come quasi tutte le feste importanti, pochi e soprattutto poche ricordono cosa rapresentano veramente l'otto marzo. In questi giorni poi ci sono manifestazioni contro berusconi a casua il caso Rudi, naturalmente disaprovo il comportamento il capo dello stato,un uomo nella sua posizione dovrebbe essere integerimo; qualche giorno fà ho sentito una frase che mi ha fatto riflettere, la frase diceva: " Ormai noi donne ci considerano solo degli oggetti e ci hanno tolto la dignità". Naturalmente da fastidio pensare ci considerano solo oggetti di piacere per quel uo mo o per l'atro, e sono d'accordo con le manifestazioni di protesta, ma poi è accaduto una cosa che mi fatto arrabbia re ancora di più. Le trasmisioni televisive servono a far passare qualche ora in allegria ma quan do vedi che in alcuni programi le ragazze che ci sono so più svestite che coperte e soprattutto si comportono come se non avessero un briciolo di cervello, dicendo castronerie che ne anche un bambino di un anno potrebbe dire o pensare, e allora io mi domando come può una donna comportarsi in questo modo, comprendo la battutta e lo scherzo, ma passare per un oca giuliva, e contenta di esserlo, naturalmente ci sono delle ragazze che fanno le sciocche, ma che in realtà sono donne inteligenti e ammeteno di farlo, ma ce ne sono che si comportono in modo stupido e continuono a farlo anche quando sono fuori dalla trasmisione, allora io mi domando, come fanno gli uomini a considerarci donne esseri pensanti e non oggetti di divertimento, io penso che prima di dire che l'uomo ci toglie dignità dovremmo cambiare degli atteggiamenti che alcune donne hanno, naturalmente questo è il mio pensiero

SAMARCANDA-RobertoVecchioni

martedì 8 febbraio 2011

venerdì 14 gennaio 2011

IL PIACERE DELLA LETTURA


"La scoperta del piacere della lettura è un momento magico, che nasce dall'incontro inaspettato con una poesia, un racconto, un romanzo, capaci di destare nel cuore echi profondi, di dare voce a sentimentida sempre coltivati nell'animo ma raramente espressi. Per me il testo "deniurgo" nel senso descritto è stato "Il DESERTO DEI TARTARI" di Dino Buzanti. (Maria Luisa Viannelli)

Queste parole la mia amica Maria Luisa, me le ha detto qualche giorno fa, mentre parlavamo di come è nato il nostro amore per la lettura, fu quasi per caso che lei lesse il libro, una sua insegnante le chiese che tipo di lettura amasse, e lei rispose che non ne aveva una precise, così la sua insegnante le suggerì di leggere "Il DESERTO DEI TARTARI". Lei cominciò a leggerlo con poca convinzione, ma più andava avanti nella lettura, più veniva coinvolta nelle avventure del protagonista, da quel momento non ha più abbandonato la lettura, passando dai romanzi, ai racconti e poesia. Io non ricordo più con esattezza quale libro sia stato ad aprire la porta magica della lettura, forse "I PIRATI DELLA MALESIA", o "IL GIRO DEL MONDO IN 80° GIORNI", o forse ancora "IL CORSARO NERO". Si lo so, sono tutti libri per ragazzi, da una bambina ci si aspetta "LE PICCOLE DONNE", e tutte le le letture per ragazze, ma fin da piccola amavo i libri d'avventura, e ancora oggi li adoro, naturalmente ho letto anche i libri per ragazze, e leggo anche meravigliose poesie. Condivido a pieno le parole della mia amica. il piacere della lettura è qualcosa di magico, che diventa quasi intimo tra il libro e il lettore che si ripete ogni qualvolta che si comincia a leggere un nuovo libro.


LIBRO

Prendere un libro fra le mani,
sedersi su una panchina o su una vecchia poltrona,
il ticchettio dell’orologio che lentamente svanisce,
rumori ovattati che scompaiono sulla prima parola letta.
Viaggi in luoghi sconosciuti,
giungla, deserto, oceani e montagne,
uomini, donne e bambini che magicamente
prendono forma e si muovono attraverso le parole…
parole scritte sapientemente…
parole che incalzano, che intrigano, rapiscono.
Parole, libri,
amici che con pazienza t’insegnano…
t’insegnano a giocare con le parole,
per creare nuovi mondi, nuovi personaggi.
Parole, libri di poesie…
poesie che parlano di sentimenti,
sentimenti forti,
amore, odio, dolore, gioia
ed ecco che i pensieri,
si mescolano, e parole
rinchiuse nel cuore nella mente
si sollevano in volo per dar vita
a sentimenti che non riveleresti mai.
Libro, questo è il tuo magico mondo,
da cui io non posso separarmi,
e quando tu finisci ecco avanzare
fra le mie mani un tuo fratello
che mi regalerà nuove avventure,
nuove emozioni.
TRATTA DAL MIO LIBRO "GOCCE D'ANIMA"

"La quiete dopo la tempesta" di Giacomo Leopardi