GHIACCIO
Respiro ghiaccio della notte,
mentre il grigio giorno nasce.
Alberi spettrali con lamine pendenti
ergono nella nebulosa nebbia.
Una bandiera sventola
a mezz’asta tremante
recando omaggio
ai caduti di guerre
senza senso.
Riecheggia il passo
scandito dal batter piede
su un terreno di ghiaccio.
Le voci si mescolano tra…
Passato, presente, futuro
e le antiche orde
viaggiano lungo
la linea del tempo
incontrando nuove schiere.
Nella bruna urla silenti
vagano incerte
se farsi udire da mortal orecchio
o lasciar che solo l’udito divino
ascolti la loro antica canzon
di morte e sangue.
Il ghiaccio per una stagione
Imprigiona dimentico
di ciò che è stato
di ciò che è
di ciò che sarà.
18/01/12
MARZIA ORNOFOLI
mercoledì 18 gennaio 2012
sabato 14 gennaio 2012
LUNA
Luna incipriata ancora mostri volto,
mentre l’amante tuo sorge illuminando
le albe dei tempi.
I pugnali di ghiaccio si sciolgono,
nelle trasparenze cristalline.
Tu rinasci dal fuoco come
la fenice che risorge dalle sue ceneri.
Ai visto albe e tramonti sfiorare stelle pianeti
mentre il cuore in tumulto batte
allo schiocco di un bacio ardente.
Rondini di mare si rincorrono nelle ombre
degli stagni…
specchi d’acqua trasparenti
dove il loto si culla.
La luna si specchia
La sua cipria si espande nel sole
creando scia d’argento
nel canto d’amore lontano.
mentre l’amante tuo sorge illuminando
le albe dei tempi.
I pugnali di ghiaccio si sciolgono,
nelle trasparenze cristalline.
Tu rinasci dal fuoco come
la fenice che risorge dalle sue ceneri.
Ai visto albe e tramonti sfiorare stelle pianeti
mentre il cuore in tumulto batte
allo schiocco di un bacio ardente.
Rondini di mare si rincorrono nelle ombre
degli stagni…
specchi d’acqua trasparenti
dove il loto si culla.
La luna si specchia
La sua cipria si espande nel sole
creando scia d’argento
nel canto d’amore lontano.
giovedì 5 gennaio 2012
LA BEFANA
NONNA BEFFA
“LA BEFANA
C’era una volta…
All’imitar del bosco incantato, una casetta bianca, dal tetto rosso e finestrelle colorate, era circondata da uno steccato a forma di cuore. In quella casetta viveva una nonnina assai simpatica, il suo nome era Beffa. Beffa era amata dagli abitanti del suo villaggio, i bambini andavano da li per ascoltare favole e fiabe cariche di magie, mangiare deliziosi dolcetti, gli adulti per ritrovare quella magia d’un tempo, nessuno però sapeva che la nonnina in realtà era la befana, e la sera che consegnava i doni si camuffava da vecchia strega, e così tutti cominciarono a dire, “Ecco arriva la befana con le scarpe tutte rotte”, e lei si divertiva un mondo. Nessuno sapeva che nonna Beffa aveva un amico speciale che la veniva a trovare una volta all’anno, questo amico si chiamava “Santa Claus”. Santa Claus chiamato da tutti Babbo Natale, andava dalla sua amica per consegnarle una parte dei doni da consegnare ai bambini, per la fine dell’anno, inoltre le consegnava un lista con i nomi dei bambini a cui consegnare il carbone.Un anno però subito dopo la visita di Claus, nonna Beffa scivolo e batté la testa e perse la memoria, il tempo passo e i doni che la magica nonnina doveva consegnare non furono mai consegnati, e passo così, un intero anno, e quando Santa Claus torno, nonna Beffa non gli aprì la porta. Col passare del tempo i bambini cominciarono a dimenticare la magica nonnina che passava di notte con le scarpe tutte rotte. Beffa non capiva perché avesse la casa piena di pacchi e pacchettini, di dolcetti e carbone, inoltre non capiva perché la sua scopa si agitava, verso la fine dell’anno. Passo un altro anno e un altro ancora, Beffa saltò ancora il suo giro, la sua scopa s’arrabbiò e le disse: “Insomma Beffa vuoi che tutti si dimenticano di noi?”. Beffa quando sentì la sua scopa parlare si spaventò e così svenne, nel cadere batté la testa, in questo modo quando riprese i sensi ricordava tutto, si cambiò in fretta e cominciò a distribuire i doni, ma non era la fine dell’anno, ma il 6 gennaio, l’adorabile nonnina decise che quella sarebbe stata la data del giorno che avrebbe consegnato i regali e ai bambini, e quella ricorrenza si sarebbe chiama l’epifania.
06/01/11
MARZIA ORNOFOLI
lunedì 2 gennaio 2012
BOLLETTINO DI GUERRA (editoriale 02/01/2012)
E' mezza notte il nuovo anno è cominciato FESTEGGIAMOOO. Icielo s'illumina a festa, di mille colori si tinge, brindisi baci musica e balli. Notte infuocata che si proietta fine all'alba, poi cala il silenzio, il sole sorge ul primo giorno dell'anno. pe prime ore sono silenziose, le grida di gioia, i brindisi sono finiti. Ormai la mattina è passata e la gente si muove e scopre l'atra faccia della notte appena passata. Oggetti di propieta pubblica bruciati, rotti per chissà quale divertimento,ma non è questo la cosa peggiore. E' ciò che il telegiornale comincia ad elencare, una casa saltata in aria perché il suo propietario teneva nell'appartamento un'arsenale in fuochi d'artifici in legali, nessuna vittima, perché nella palazzina era vuota poiché erano tutti a festeggiare. Poi ecco la tragiedia, una bambina in fin di vita, un ragazzo ha perso un braccio un occhio, altre due persone sono morte per proiettili vaganti, e in fine feriti a volontà. questo è quanto è accaduto, e a questo punto sorge una domanda spontanea: ma non si doveva festeggiare un inizio? Non si doveva gioire nella speranza di un anno sereno felice e prospero? Ascoltando il telegiornale sembra di assistere a un bollettino di guerra, certamente non di una guerra fatta da popoli contro altri popoli, ma di una guerra più suddola, una guerra che gente semplice che vuol desiderare una vita migliore, che la butta via in nome di un allegria forzata. Tutti abbiamo il diritto di festeggiare e di sperare in un futuro migliore, ma senza dover sentire ogni anno un bollettino di guerra su cosa è successo nella notte di fine e inizio anno. Speriamo che quest'altranno non sentiremo più di morti, di bambini in fin vi vita e di feriti che resteranno mutilati per sempre.Mi auguro che il prossimo anno di sentire solo come gli italiani hanno festeggiato con questo augurio rinnovo il mio augurio di un anno felice.
domenica 1 gennaio 2012
BU0N ANNO 2012
BUON ANNO
L'anno vecchio è ormai giunto alla fine,
stanco respira piano,
sa che ha ancora poche ore,
ripensa ha ciò che a visto
tragedie e gioie
che lo hammo attraversato.
La gente ringrazia o maledice
i giorni che lo hanno composto,
ma in comune han lo stesso pensiero,
addio vecchio anno
benvenuto nuovo anno,
nella speranza che tu ci porta
pace, serenità, amore, salute e gioia
e tutto ciò che il cuore desidera.
Cari amici un altro anno è passato vi auguro un felicie inizio, ma soprattutto che l'anno che verà vi dia davvero ciò che desiderate di più
MARZIA ORNOFOLI
31/12/2011
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