venerdì 25 marzo 2011

LA SIGNORA DEL TEMPO la rivelazione 1 parte




rSulla campagna londinese le ombre della sera incominciarono ad allungarsi, il sole con un ultimo guizzo tinse di rosso le nuvole, la giornata era stata calda, ma ora una leggera brezza scuoteva le cime degli alberi, e il delicato profumo dei fiori riempiva l’aria di dolci fragranze; seduti sulla ringhiera della veranda della villa vittoriana, due uomini, uno giovane sui venticinque anni, l’atro sulla sessantina, a guardarli così potevano sembrare padre e figlio, ma in realtà erano amici da un tempo indefinito, come in realtà lo era la loro età. Una stella spuntò ed entrambi la guardarono, sospirarono ripensando alla loro patria diventata ormai pulviscolo fra le stelle, era stato uno dei tanti prezzi da pagare per una battaglia lunga e dolorosa, si avevano vinto, ma le perdite erano state immense, il loro pianeta d’origine distrutto, ed erano rimasti in pochi, anzi pochissimi superstiti, “ I signori del Tempo”, ormai erano rimasti in due, e presto uno solo, e su quell’unico sarebbe gravato la responsabilità di far si che l’equilibrio dell’universo fosse mantenuto. Nessuno dei due però osò parlare, guardarono di nuovo verso il grande cancello che permetteva l’entrata alla tenuta, sopra al cancello cera la scritta “ I Signori del Tempo”; era stato l’uomo più giovane a volerlo, dicendo che in quel modo l’amico avrebbe sempre saputo dove rifugiarsi in caso di necessità, entrambi lo sapevano; ad un tratto sulla porta apparve una giovane accompagnata da un bambino di due anni, la donna non parlo il suo fu un invito silenzioso e i due la seguirono senza una parla, consumarono il pasto della sera in silenzio, poi, i due uomini tornarono a sedersi sulla ringhiera, dopo qualche istante il più giovane domandò:
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<>, ci fu un attimo di silenzio poi Yaris domandò: <>.
<>; i signori del tempo avevano un aspetto del tutto umano, fisicamente niente lasciava supporre che fossero alieni, c’erano diverse cose che però li distinguevano dagli esseri umani, il fatto che avessero due cuori, e il grande potere di rigenerarsi, quando erano vicino alla morte il loro corpo trovava l’energia di guarirsi e darsi nuova vita, l’unico inconveniente era che cambiavano completamente aspetto, per questo Ronald sembrava il figlio di Yaris, ma in realtà avevano la stessa età. Ronald quando aveva risposto a Yaris aveva appoggiato la mano sulla spalla dell’amico e in quell’istante una moltitudine di immagini gli erano apparse, alcune riguardavano l’ultimo signore del tempo, alcune del suo futuro e della sua famiglia, ma ciò che lo rese felice e lo sconvolse allo stesso tempo furono le ultime immagini, dalla sua stirpe sarebbe nata un bambina che in età adulta sarebbe divenuta una signora del tempo, con le stesse proprietà che distingue i signori del tempo, e la vide insieme all’amico, tolse la mano e sorrise dicendo: <>.
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Due giorni dopo Yaris, consegnò un cofanetto di legno cesellato con la scritta l’essenza dei signori del tempo, e una lettera d’istruzioni per l’avvocato Benson.
Yaris cercò di mantenere la promessa ma le circostanze lo portarono in altre direzioni.

"Il sabato del villaggio" Giacomo Leopardi

martedì 15 marzo 2011

DA SANDOKAN A DOTTOR WHO


Una vecchia poltrona il ticchetio di un orologio e i pensieri vagono, lasciando libera la mente di riflessioni su cosa muove la mia arte. Un arte strana la mia, scrive essa si chiama, e mentre rifletto mi accorgo che a muoverla è un insieme di cose; lascio che la mente analizzi l'insieme: fantasia nata da libbri di fiaba, ma mentre il cammino si fa meno intricato ecco avanzare l'ibri d'avventura, pirati, corsari, e avventurieri dall'aspetto emblematico, provevienti da scritti antichi e nuovi e tutto diventa movimentato e l'adrenalina scorre, poi ecco una poesia un pianto antico, e i sentimenti sono forti dove il dolore e la gioia si mescolano, dove la rabbia e la pace si susseguono nel cammino della vita, poi lo sguardo si ferma la dove la fantasia e l'aventura diventono immagini, dove la fantasia incontra scenza, e rimango incantata di fronte a quegli efffetti speciali che la mente sa creare ma che qualcuno sa far diventare immagini, si tutto ciò muve la mia arte chiamata scrivere.
Questo è ho appena scritto e il modo gentile per dire ciò che mi piace, avvolte mi chiedo come è possibile che le fiabe, i romanzi d'aventura, la poesia, la fantascenza possono piacermi così tanto, ho dimenticato anche di aggiungere che mi piace anche il mistero,la storia, esoterico, quest'ultimo mi piace in forma leggera, quanto basta per scrivere storie di fantasmi e di rincarnazioni non malvagie s'intende. I libbri d'avventura sono la mia passione assoluta, non mi sono persa nessuna delle avventure create da Salgari, per Sandokan e per i suoi corsari, poi sono arrivati altri scrittori più moderni, ma che sanno catturarmi in modo assoluto. A pensarci bene non ho mai letto libri di fantascenza, ma adoro i film di fantascenza, non mi sono persa una puntata della serie mitico Star Trek, e s'intende nemmeno un film, mi piacciono soprattuto quelle serie che parlano dello spazio, ma non disdegno nemmeno i viaggiatori del tempo, a volte ci penso come sarebbe bello viaggiare nello spazio conoscere mondi nuovi, oppure tornare indietro nel tempo per vedere ciò che è stato oppure sbirciare nel futuro, forse però il futuro è meglio lasciarlo stare, altrimenti una volta tornati al presente non ti godi ciò che accade attorno a te perché sai già cosa ti aspetta. Qualche giorno fa mi hanno domandato da dove trago le idee per i miei racconti, bhe che dire, se non da tutto ciò che leggo e vedo, la cosa buffa che spesso mescolo i vari generi fra loro, se riesco a farlo?; chi può dirlo senon chi legge le mie storie. Avvolte mentre sto guardando un film o un telefim mi viene una idea dove il protagonista sia il personaggio di quella serie, come adesso per esempio, mi sono appassionata a una serie televisiva di fantascenza chiamata " Dottor Who", parla di un viaggiatore del tempo, anzi di un signore del tempo, che si fa chiamare "il dottore"; è una delle serie più vecchie della televisione , nata negli anni sessanta, ha visto molti interpreti, e ripresa anche più volte, e guardando gli episodi del passato ho visto i vari cambiamenti facendo anche confronti, e ritengo l'iterprete che sto seguendo sia grandioso a interpretare questo personaggio, ma tornando all'inizio del discorso e cioè che mi vengono idee per una storia per il tal personaggio, in questo momento ne ho una, e alla fine so che dovrò scriverla perché altrimenti mi da il tormento finché non la scriverò.
Si devo ametterlo ciò che mi piace influisce molto sulla mia arte chiamata scrivere.
MARZIA ORNOFOLI

15/03/2011

a silvia