mercoledì 28 marzo 2012

FOLLIE DA NEVE

Evviva,
io e i miei colleghi siamo diventati dei trattori umani. Detta così sembra che sia impazzita, ma non è così. La neve è arrivata, si può dire che la si spettava, ciò nonostante sembra che abbia messo addosso a certe persone una vera e propria nevrosi. Lavorando per un comune l'emergenza neve per me è lavoro doppio, oltre le mi sei ore contrattali se ne aggiungo altre, e fin qui ok, si sa in anticipo. Il problema e quando vogliono farti fare certi lavori: come spalare un cortile di una scuola a mano al buio, che non vedi un bel nulla, o pulire il passaggio principale di un cimitero, o pure quando ti dico di pulire un parcheggio sempre a mano. Una persona può anche chiedersi dove sta il vero problema, uno si mette li con calma, e via, ma non è così semplice, perché una volta cominciato, ti ti mandano da un'altra parte, insomma che tu finisca quasi mentre sei ancora parlando. Ma io mi domando e chiedo: perché io devo sfinirmi quando bastano cinque minuti di trattore con la spala neve. Non dico che prima non vengono le strade e la piazza del paese, ma poiché una volta sistemate le vie perché non fare due corse  rapide, una volta che il trattore a finito basta passare con il sale per sciogliere la neve ed evitare il ghiaccio, Ma sembra che dove lavoro io, più lo spieghi più non ti ascoltino, e si credo proprio che ci abbiamo scambiato per dei trattori umani. Evviva i trattori umani.

LA RISONANZA DEL TEMPO



La risonanza del tempo, una raccolta di poesie sul tempo che scorre, che congiunge santimenti forti, sogni, speranze, gioie e dolori. Essi spnandono e rimbalzano fra le epoche della vita di un individuo.
POESIE

RISONANZA DEL TEMPO


Pioggia leggera sfiora la mente,

mi lascio incantare dal canto della sirena,

e come Ulisse mi lego all’albero maestro.

Lotto contro la risonanza del tempo.

La ruota fatata dell’ evo gira,

trascina con me l’oblio,

frugando fra le pieghe dei ricordi


Canta sirena canta,

fino a strapparmi

l’ultima briciola di volontà

e negli abissi della notte

anemoni rossi di fuoco

bruciano l’anima incandescente…

… tutto risuona

nella risonanza del tempo.



SGUARDO

Ti ho guardato negli occhi,

occhi color lago di montagna,

e mi sono sentito

annegare nell’acqua chiara.

In quel momento tutto è scomparso,

sei esistita solo tu,

avrei voluto prenderti fra le braccia e…

…e portarti via da quel giardino

lontano al di là del tempo

lontano al di là dello spazio,

avrei voluto

si avrei voluto,

ma non ho potuto.

Nel tuo sguardo però…

…però nel tuo sguardo,

vi ho letto lo stesso desiderio,

e ora sei qui fra le mie braccia,

e mi sembra d’essere

al di là del tempo e dello spazio.


PIOVE

Piove

sul tappeto giallo e rosso di foglie cadute,

gocce di lacrime di un cielo cupo,

mescolate alle lacrime dei bambini.

Bambini che non odono altro che

il rimbombo dei mortai.

Piove,

sulle miserie della gente senza

speranza senza amore.

Sole, arcobaleno, speranza,

parole vanescenti per chi

non ha il cuore l'amore,

parole consistenti per chi ama la vita

e ama chi gli sta attorno,

vivi, respira ama,

anche quando,

le tue lacrime si fondo

con la pioggia.


GHIACCIO

Respiro ghiaccio della notte,

mentre il grigio giorno nasce.

Alberi spettrali con lamine pendenti

ergono nella nebulosa nebbia.

Una bandiera sventola

a mezz’asta tremante

recando omaggio

ai caduti di guerre

senza senso.

Riecheggia il passo

scandito dal batter piede

su un terreno di ghiaccio.

Le voci si mescolano tra…

Passato, presente, futuro

e le antiche orde

viaggiano lungo

la linea del tempo

incontrando nuove schiere.

Nella bruna urla silenti

vagano incerte

se farsi udire da mortal orecchio

o lasciar che solo l’udito divino

ascolti la loro antica canzon

di morte e sangue.

Il ghiaccio per una stagione

Imprigiona dimentico

di ciò che è stato

di ciò che è

di ciò che sarà.


LUNA

Luna incipriata ancora mostri volto,

mentre l’amante tuo sorge illuminando

le albe dei tempi.

I pugnali di ghiaccio si sciolgono,

nelle trasparenze cristalline.

Tu rinasci dal fuoco come

la fenice che risorge dalle sue ceneri.

Ai visto albe e tramonti sfiorare stelle pianeti

mentre il cuore in tumulto batte

allo schiocco di un bacio ardente.

Rondini di mare si rincorrono nelle ombre

degli stagni…

specchi d’acqua trasparenti

dove il loto si culla.

La luna si specchia

La sua cipria si espande nel sole

creando scia d’argento

nel canto d’amore lontano.

OSCURITÀ

Soldati di fango hanno camminato,

su sentieri di pietra

divorando anime inquiete.

Frugando in cuori di ghiaccio,

strappando le pagine scritte

nel grande libro del tempo

sconvolgendo l’ordine naturale

delle cose avvenute e quelle ancora avvenire

il fuoco divampa alimentato

dal dall’odio dei tempi.


Il fuoco divampa

incendiando gli astri

creando nuove profezie

in un ordine capovolto.

E ancora i soldati di fango

calpestano sentieri d’acqua limpida

urlando contro spiriti di luce riflessa

danzano alla luna rossa vermiglia.


All’alba di una nuova era,

la profezia della luce della quietanza

sorgerà a dare ordine fra gli specchi

e una nuova pace si fra strada nei cuori di ghiaccio

spegnendo il fuoco dell’odio

risorgendo a nuova pace

nella purezza dell’anima.

BRUCIA L’AMORE

Arde la legna nel camino,

brucia

l’anima mia

come il tuo respiro

mentre sfiora il mio collo.


Ardono di magia le lucciole,

come scintille scoppiettanti,

brucia

l’anima mia

e sulle labbra ardenti

i baci miei muoiano per accendersi.


Arde la fiamma delle candele,

sprigionando essenze di fiori e di sandalo,

brucia

l’anima mia

come le tue mani sulla pelle mia.


Ardono le stelle,

nel profondo manto della notte

brucia

l’anima mia

nel profondo desiderio di te.


Brucia

l’anima mia

infuocando il cielo

lasciando che il tempo si fermi,

in quell’attimo in cui

il grido del desiderio

si sprigiona negli occhi.


Brucia l’amore

Ardano i corpi,

al centro di quella fiamma

senza tempo.


LE NEBBIE D’AVALON

Magiche nebbie accarezzano

calanchi di colline addormentati,

l’odore del sandalo bruciato

profuma di antiche leggende.


Avvolta in quelle bianche

in spume soffici immersa

sento il dolce sussurrare di fate,

le loro parole raccontano di una terra,

magica Avalon.


La terra emerge silenziosa

dalle nebbie dove l’antico

re addormentato

aspetta il ritorno del suo cavaliere errante,

partito alla ricerca del santo Graal.


La strada la magica terra si è aperta,

percorrerla sarebbe facile,

l’indecisione e fatale,

la strada scompare rinchiusa

delle nebbie di Avalon.


Perduta la via per la magica terra

mi lascio cullare dalla dolce

spumosa nebbia del tempo.


SENZA TITOLO

Si inchina il bambù al tempo,

mentre l’onda brilla nel crescente

sorgere del sole,

dove la risacca s’infrange sulla sabbia

La nebbia respiro della terra,

foglia farfalla cullata dal vento

si posa nel silenzio sull’acqua del lago.


Orme lambite segno il passaggio

tra la notte silente e il giorno assolato.

Fiore di giglio,

di corpi allacciati

scoperti dal sole nascente.

Vela bianca richiama

antichi velieri,

racconti rinchiusi

nei sogni del signore del tempo

mentre io,

fanciulla danzo

per lui

rinchiusa

nel cuore

d’eterno infinito.


SENZA TITOLO II

Il vento scuote le chiome degli alberi,

i pensieri fugaci si legano a foglie

con fili trasparenti che come aquiloni

trasportati dal vento verso l’infinito.


Soffia ancora il vento trasportando

con se l’epoche che ormai son ricordi.

Il cielo stellato che abbiamo attraversato

ci ha visto amanti sono ormai lontane.


Fra i cuscini di stelle ho respirato

il profumo della tua pelle,

tra essi ho lasciato un dono per te.

Un cuore rosso rubino,

dove i battiti si fondono con il sussurro

di parole d’amore,

trasportate dal vento della passione.


SENZA TITOLO III

Scricchiolii di foglie secche,

portate nell’avanzare di settembre,

con colori sgargianti,

si fondo nella luce di notti silenti.


Cigolio di un cancello aperto,

il sentiero dei sogni s confonde

con lo scorre del tempo,

mescolando passato, presente, futuro.


Un canto, un batter d’ali

di una notte di mezz’estate

mentre nei sussulti del tempo

rivedo e vedo orbite

di senso compiuto.


La dove l’acqua scorre,

scivola via in un tripudio

di antichi errori di

lacrime di sangue.

Una luce divampa e…

…brucia l’oscurità

tingendo il cielo di rosso.


Mentre ancora cammino,

sul sentiero odo il richiamo,

e la si espande la vita che sorge,

che vibra, che appassiona.


SENZA TITOLO IV

Il salice piangete,

con la sua chioma

sfiora le acque placide

dello stagno.

Seduta sotto quel salice,

osservo le leggere onde

infrangersi sulla riva.

Libellule silenziose,

si librano sfiorando l’acqua,

cicale cantano una antica melodia.

Lascio libera la mente,

pensieri che s’abbandonano trasportare dell’aria,

sorvolano silenti lo spazio

per raggrupparsi nel tempo,

catturati dal pulviscolo di stelle lontane.

Ricadono qui in quest’angolo,

come lucciole

profumando d’infinita bellezza.

Allegri si rincorrono,

s’avvicinano e mi raccontano

di un viaggiatore

che solca lo spazio,

il tempo,

d’un anima inquieta,

d’un anima solitaria,

che brucia di passione ardente,

un anima che sa amare

senza paura.

Il salice si piega,

fa oscillare i suoi rami

sfiorano il mio volto

in una carezza d’eterno.


SENZA TITOLO V

Mi hai trafitto il cuore,

non la spada

era la tua arma,

ma lo sguardo.

Liberandomi

da antichi gioghi

che a un passato

doloroso mi legavano.


Respiro la pelle tua,

la bocca tua danza

con la mia,

le mani s’intrecciano,

i corpi si uniscono

in un fiore antico.


Il tempo oscuro

del dolore è finito

in un immenso cielo

tinto di nuvole bianche,

gabbiani si rincorrono

e si tuffano nella distesa

le assi di legno

scricchiolano

ma non ce ne accorgiamo

la nostra felicità

alleggia nel turbine

dell’onda spumeggiante.

ARABESCHI

Ricamare arabeschi con le parole,

orizzonti infiniti di cieli azzurri,

rondini di mare si tuffano in onde,

oceani di silenzi parlanti,

profondità d’incontri segreti,

creature dallo sguardo incantato

fra coralli graffianti.


Occhi specchi di un anima,

che ricerca il suo io

fra le pieghe del tempo.

Goccia di lacrima,

increspa il lago silente,

mentre il cigno morente

dolce nirvana,

spalanca un ultima volta le ali.


Frugare fra antichi ricordi,

il dolce avanzare dell’oggi

di un domani incerto,

speranza dell’attimo d’amore,

nella nascita di un fiore

sbocciato in quel breve sospiro.


Gli arabeschi disegnano parole

incise sui cuori feriti

nei desideri sognati

e mai realizzati.

Camminare fra di essi,

sentire il respiro sulla pelle

di chi soavemente s’illude

in un canto d’amore.


L’anima posseduta,

ultimo ma non ultimo arabesco

che l’essere ha di vero

di suo.

INCISIONI

Gocce che scolpiscono la roccia,

acqua, uno scalpellino inesorabile,

incide solchi nel terreno.


Ricordi, scalpellini inesorabili,

incidono nel tempo e nella memoria,

solchi di fluitante rimpianto.


Sorrisi sparsi nell’orizzonte,

segnato da nuvole bianche,

incisioni che lasciano speranza.


Inchiostro su foglio bianco,

incisioni pensieri lontani,

vicini alla mente

dell’essere vivo.


Lacrime solcano il viso,

incisioni dell’anima,

tormenti che chiudono

il dolore in un guscio.


Esperienze che incidono,

la vita mostrando ogni volta

un volto nuovo.

DANZANO LE ANIME

La sera cala silenziosa incurante,

della continua corsa della gente.

Stelle punti luminosi che mantono

di luce soave.


Una melodia celeste risuona,

fra stelle e pianeti,

due anime si rincorrono nella

speranza di sfiorarsi

come,

in quella notte d’estate

dove,

bastò uno sguardo per innamorarsi.


Il valzer

un volteggio di luce.

Ma il tango struggente,

appassionato e sensuale

avvicina e treman

le anime nella danza.



Nasce da una rosa,

la creatura del tempo,

i suoi piedi fasciati di seta

sfiorano l’acqua

cerchi infiniti

in uno spazio bluastro,

e pianeti dai nomi sconosciuti,

fan capolino ad ammirar danzatrice

del tempo infinito.


Le anime respirano amore,

mentre tutto tace

nella notte d’estate.

VECCHI LAMPIONI

Nuvole striate di blu si colorano di rosa.

Il vento soffia accarezza le vie.

I fogli di giornale si separano,

sparpagliandosi e ricorrendo

una foglia morta ormai priva di sogni.


La notte cala e il vecchio lampione s’accende,

la sua fiammella tremante

suggestiona il tempo

imprigionando vecchi ricordi,

la via riecheggia di vecchi passi

di sussurri appena pronunciati

da labbra socchiuse.


Un uomo avvolto in un vecchio cappotto,

passeggia nella via silenziosa,

si toglie il capello a cilindro

e fa un inchino

a una fanciulla avvolta da una mantella.


Il vecchio lampione fa brillare

la luce della sua fiamma

mentre il tempo gioca

con il presente

e con il passato

di una vita

parallela

dei sogni perduti.


VITA

Foglio bianco,

che imprigiona pensieri,

si tuffa l’anima in mare,

gabbiano sorvola planando.


Vita che seduce,

con incantesimi d’amore,

melodie che avvolgono.


Vita che nella notte silente,

si rispecchia nella luna,

acque placide del lago.


Signora dallo sguardo magico,

incanta questa vita,

lascia che essa ti seduca

lascia che il tempo

imprigiona il battito

delle ali di una farfalla,

lascia che il tempo

imprigiona il canto

dell’usignolo.


Vita seduci,

quest’anima

errante

con le tue magie,

vita seduci

il foglio bianco

coloralo d’azzurro

del cielo e del mare.


Vita,

seducimi

incatrami

con le tue meraviglie.

URLO

Un urlo nella notte

rompe il silenzio

il grido dell’angoscia

spazza via certezze

illusioni dell’anima.


Urla infrange

fremiti senza tempo

lacerante nel grido

che spacca l’anima

di chi ascolta

di chi urla.


Urla

selvagge

nella giungla

delle emozioni

mentre un fuoco brucia

l’anima che anela la pace.


PETALI DI ROSA

Sera d’estate,

l’ebbrezza leggera

fa sussurrar le rose.

Timide e gioiose

cantano liete strofe

d’amor alle stelle.


Alito di vento,

strappa delicati petali

di rose facendone

tappeto per la soave creatura.


Immagine rinchiusa

nel cuore innamorato,

le barriere s’infrangono

sulle certezze del cuore.


Petali di rosa si posano

su labbra rosso ciliegio

bacio senza tempo

e senza barriere.


SIGNORA DEL TEMPO

Ho camminato tra lo spazio e il tempo,

lasciando la mente libera da pensieri,

frugando tra mondi che non ci sono

ma che nella mia immaginazione

si formano e vivono

di una luce intensa.


Un uomo che non conoscevo

mi disse:

"Prendi la mia mano e ti

mostrerò l'universo e

i mondi che tu desideri

conoscere"


Non ero pronta e

non presi la mano,

il tempo giocò con noi

fino a farci incontrare di nuovo.

La mia mano fu chiusa nella sua

e l'universo fu mio

signora del tempo


ATTIMI

I nostri incontri,

attimi rubati al tempo.

Sfuggevoli sguardi,

intensi attimi vibranti.

Prigionieri di una promessa,

suggellata da un bacio.

Si fonde quell’attimo,

breve che ci ha visti

fra le braccia,

l’uno,

dell’atra.

Il tempo scorre,

e le nostre vite

corrono in parallelo.

La notte di stelle,

nello sguardo mio

si riflette,

luce di sogni.

Vorrei guardar negli occhi tuoi,

scrutando quell’anima tormentata,

da ciò che vide e che non vorrebbe

aver visto mai.

Vorrei guardar le stelle,

attraverso gli occhi tuoi,

brillerebbero ancor di più,

vorrei vedere i mondi

e i popoli scolpiti

nelle profondità dei tuoi ricordi.

Le strade corrono parallele,

quelle delle nostre esistenze.

Un giorno una curva,

e un'altra ancora,

le unirà in un punto,

ma fino a quel giorno:

i nostri incontri saranno

attimi rubati al tempo.


FRAGRANZE

Fragranze si espandono nell’aria,

sussurra il vento nel far

fremere le giovani foglioline,

si rincorrono i colori con

pioggia di petali colorati.


Melodie che nascono

dall’anima del tempo.

Bruciano le passioni

rinchiuse nel cuore

di chi viaggia sulle ali

tremanti di una farfalla.


Dai deserti rossi

nasce un fiore,

rosa di pietra

dono di impavidi guerrieri

per fanciulle temerarie.

I sogni dell’alba

si dissolvono alla luce

dell’amore vibrante

legge unica dell’universo.


BOCCIOLI RECISI

Piccoli fiori candidi nascono,

crescono nell'amore

nella sicurezza di chi li ama.


Con sguardo innocente

osservano il volo di una farfalla,

il fioccare della neve,

lo sbocciare di un fiore.


Boccioli anche loro,

pronti ad diventare

meravigliosi gigli

a diventare splendide DONNE,

ma come i profumati fiori

vengono recisi da forbici,

quelle piccole giovani donne

incontrano una mano sconosciuta

o forse con fiducia vanno incontro

a chi dice di amarle,

ma le forbici tagliano-

recidono...

e i boccioli cadono

a faccia in giù,

in un pozzo,

su un terreno secco.

Boccioli strappati.


DIMENSIONE

Sogno,

sogno di essere

nel mio letto

e sogno…

irrequieto e il mio dormire,

galleggio fra sogno e realtà

il tempo si dilata

dimensione eterna.


Lenta cade la neve,

passi lenti

impronte cancellate dal tempo,

ma ancora visibili nella memoria.


Rimasta ferma la recinzione,

rinchiude il campo innevato

ormai i volti scomparsi non guardano

più attraverso il reticolato

con sogni di libertà.


Rimasta ferma la recinzione,

rinchiude il campo innevato

soffia il vento volti trasparenti

guardano ancora attraverso il reticolato

come fantasmi imprigionati

tra due mondi non liberi di trovare pace.


Soffia il vento,

trasporta voci lontane

che si mescolano ancora

a chi cerca una libertà perduta.


Capannoni vuoti,

con brande prive di sogni

straccio rigato,

copriva un corpo

no ossa da incenerire.


Camini che ormai non fumano più,

ma che se osservi un fumo nero si leva lento,

cenere che cade,

cenere che si solleva

trasportata da vento,

che ancora non si posa.


Tormento di un popolo,

che non conosce pace,

perché l’odio solleva

il suo grido nella morte

del mite, nella morte

del fratello ucciso dal fratello.


Sogno,

sogno di essere

nel mio letto

e sogno….

irrequieto e il mio dormire,

galleggio fra sogno e realtà

il tempo si dilata

dimensione eterna.


NEBBIE


Nel mese di gennaio,

trascorso per metà, veloce,

nebbie avvolgono il giorno.

Il paese si risveglia

logoro di un lavoro

quotidiano di albe nascoste,

colori assopiti.

Arcobaleni nascosti da nebbie,

catturano il tempo,

che scorre sul fiume

d’un era passata.

Nebbie che custodisco,

segreti tra respiri

silenziosi, di rami,

sospinti nel cielo grigio.

Nell’ere trascorse

essi hanno graffiato

e graffieranno ancora

le nebbie leggere.


TI HO…..IMMAGINATO


Ho immaginato i tuoi occhi,

azzurri come i miei,

ho immaginato i tuoi occhi,

neri come quelli di tuo padre.


Ho…

immaginato i tuoi capelli,

biondo rame come i miei,

ho immaginato i tuoi capelli,

neri come quelli di tuo padre.


Ho…

immaginato il tuo visino,

le tue manine i tuoi piedini.


Ti ho…

immaginato fra le mie braccia,

ti ho immaginato mentre crescevi,

negli occhi la meraviglia per ciò che ti circonda.


Ti ho…

immaginato seduta sulle mie ginocchia,

mentre ascoltavi le fiabe che ti raccontavo,

ti ho immaginato mentre correvi a piedi nudi

sui prati fioriti, sulle sabbie dorate.


Ti ho…

immaginato diventare

prima fanciulla poi donna,

sempre più sicura sempre più

forte e consapevole di ciò

che sei di ciò che vuoi


Immaginando te,

ho rivisto me stessa.


Ti ho…

immaginato

SOGNI SOSPESI

Sono scesa giù

per scale fatte di giorni.

Ho lasciato le strade conosciute

per arrivare in cima alla montagna

e da li ho guardato il tempo che passa

lasciando sospesi sogni antichi

senza raggiungere mai

l'oblio che cerco

senza posa.

Viaggiando con la mente

restando ferma

ad ascoltare ogni lamento

che sale dall'anima del mondo.


FRA LE PAGINE DEL CUORE

Addormentata fra le pagine del tuo cuore,

sognando cieli azzurri,

oceani dalle acque profonde,

universi infiniti

risvegliandomi fra le pagine della mia anima.


Addormentata fra le pagine del tuo cuore,

lasciandomi senza paracadute,

librarsi con pensieri d'amore

fra nuvole bianche profumate.


Addormentata fra le pagine del tuo cuore,

correndo a piedi nudi sui prati fioriti,

nella mano richiudiamo due cuori uniti dai desideri comuni.


Addormentati fra le pagine del cuore,

risvegliandoci fra le pagine dell'anima nostra.

POESIA

Poesia come nasci nella mia mente?

Lo sguardo si posa su un fiore,

la sua bellezza m’incanta,

non so dipingere con i pennelli,

le parole s’affollano e gridano

uscire vogliono per descrivere

quella bellezza.

Poesia come nasci nella mia mente?

Persone care mi stanno vicino,

emozioni d’amore di figlia di moglie

che non so dire con la voce,

ma con la voce dell’anima so dire ti amo

su questo foglio bianco.

Poesia non so come nasci nella mia mente,

ma sei parte di me una goccia dell’anima mia.


INCONTRO CON CATULLO

Nuvole bianche in un cielo grigio azzurro

si mescolano a grigio verde dell’acque del lago.

Antiche mura, vestigia di una antica villa,

Roma conquistatrice la costruita,

un poeta un filosofo vi ha abitato.

Sentieri ghiaiati che scricchiolano sotto

ai piedi dei mille turisti,

guide che spiegano ciò che stato,

macchina fotografica pronta

a imprigionare quelle antiche pietre,

un soffio di vento e una voce sussurra:

“io ho vissuto qui,

ho scritto dolci poesie d’amore

per la mia amata Lesbia.

Ma ora guarda come era bella

la mia casa”.

Come per magia le mura cadute

si ergono maestose, la grande terrazza panoramica,

su un lago incantatore,

i portici che correvano ai lati della casa,

i mosaici, ma il viaggio nel tempo si ferma

l’ingresso della villa e davanti a me,

il vocio dei turisti hanno il sopravento

sulla mia immaginazione.

Mi giro ancora un istante verso

quelle antiche mura,

l’immagine di Catullo scompare

mentre un ultima folata di vento

mi sussurra “Leggi le mie poesie”.

Poi tutto scompare, rimane solo,

le grida di qualche ragazzo,

il rumore delle onde del lago

che infrangono sulla pietra.