La risonanza del tempo, una raccolta di poesie sul tempo che scorre, che congiunge santimenti forti, sogni, speranze, gioie e dolori. Essi spnandono e rimbalzano fra le epoche della vita di un individuo.
POESIE
RISONANZA DEL TEMPO
Pioggia leggera sfiora la mente,
mi lascio incantare dal canto della sirena,
e come Ulisse mi lego all’albero maestro.
Lotto contro la risonanza del tempo.
La ruota fatata dell’ evo gira,
trascina con me l’oblio,
frugando fra le pieghe dei ricordi
Canta sirena canta,
fino a strapparmi
l’ultima briciola di volontà
e negli abissi della notte
anemoni rossi di fuoco
bruciano l’anima incandescente…
… tutto risuona
nella risonanza del tempo.
SGUARDO
Ti ho guardato negli occhi,
occhi color lago di montagna,
e mi sono sentito
annegare nell’acqua chiara.
In quel momento tutto è scomparso,
sei esistita solo tu,
avrei voluto prenderti fra le braccia e…
…e portarti via da quel giardino
lontano al di là del tempo
lontano al di là dello spazio,
avrei voluto
si avrei voluto,
ma non ho potuto.
Nel tuo sguardo però…
…però nel tuo sguardo,
vi ho letto lo stesso desiderio,
e ora sei qui fra le mie braccia,
e mi sembra d’essere
al di là del tempo e dello spazio.
PIOVE
Piove
sul tappeto giallo e rosso di foglie cadute,
gocce di lacrime di un cielo cupo,
mescolate alle lacrime dei bambini.
Bambini che non odono altro che
il rimbombo dei mortai.
Piove,
sulle miserie della gente senza
speranza senza amore.
Sole, arcobaleno, speranza,
parole vanescenti per chi
non ha il cuore l'amore,
parole consistenti per chi ama la vita
e ama chi gli sta attorno,
vivi, respira ama,
anche quando,
le tue lacrime si fondo
con la pioggia.
GHIACCIO
Respiro ghiaccio della notte,
mentre il grigio giorno nasce.
Alberi spettrali con lamine pendenti
ergono nella nebulosa nebbia.
Una bandiera sventola
a mezz’asta tremante
recando omaggio
ai caduti di guerre
senza senso.
Riecheggia il passo
scandito dal batter piede
su un terreno di ghiaccio.
Le voci si mescolano tra…
Passato, presente, futuro
e le antiche orde
viaggiano lungo
la linea del tempo
incontrando nuove schiere.
Nella bruna urla silenti
vagano incerte
se farsi udire da mortal orecchio
o lasciar che solo l’udito divino
ascolti la loro antica canzon
di morte e sangue.
Il ghiaccio per una stagione
Imprigiona dimentico
di ciò che è stato
di ciò che è
di ciò che sarà.
LUNA
Luna incipriata ancora mostri volto,
mentre l’amante tuo sorge illuminando
le albe dei tempi.
I pugnali di ghiaccio si sciolgono,
nelle trasparenze cristalline.
Tu rinasci dal fuoco come
la fenice che risorge dalle sue ceneri.
Ai visto albe e tramonti sfiorare stelle pianeti
mentre il cuore in tumulto batte
allo schiocco di un bacio ardente.
Rondini di mare si rincorrono nelle ombre
degli stagni…
specchi d’acqua trasparenti
dove il loto si culla.
La luna si specchia
La sua cipria si espande nel sole
creando scia d’argento
nel canto d’amore lontano.
OSCURITÀ
Soldati di fango hanno camminato,
su sentieri di pietra
divorando anime inquiete.
Frugando in cuori di ghiaccio,
strappando le pagine scritte
nel grande libro del tempo
sconvolgendo l’ordine naturale
delle cose avvenute e quelle ancora avvenire
il fuoco divampa alimentato
dal dall’odio dei tempi.
Il fuoco divampa
incendiando gli astri
creando nuove profezie
in un ordine capovolto.
E ancora i soldati di fango
calpestano sentieri d’acqua limpida
urlando contro spiriti di luce riflessa
danzano alla luna rossa vermiglia.
All’alba di una nuova era,
la profezia della luce della quietanza
sorgerà a dare ordine fra gli specchi
e una nuova pace si fra strada nei cuori di ghiaccio
spegnendo il fuoco dell’odio
risorgendo a nuova pace
nella purezza dell’anima.
BRUCIA L’AMORE
Arde la legna nel camino,
brucia
l’anima mia
come il tuo respiro
mentre sfiora il mio collo.
Ardono di magia le lucciole,
come scintille scoppiettanti,
brucia
l’anima mia
e sulle labbra ardenti
i baci miei muoiano per accendersi.
Arde la fiamma delle candele,
sprigionando essenze di fiori e di sandalo,
brucia
l’anima mia
come le tue mani sulla pelle mia.
Ardono le stelle,
nel profondo manto della notte
brucia
l’anima mia
nel profondo desiderio di te.
Brucia
l’anima mia
infuocando il cielo
lasciando che il tempo si fermi,
in quell’attimo in cui
il grido del desiderio
si sprigiona negli occhi.
Brucia l’amore
Ardano i corpi,
al centro di quella fiamma
senza tempo.
LE NEBBIE D’AVALON
Magiche nebbie accarezzano
calanchi di colline addormentati,
l’odore del sandalo bruciato
profuma di antiche leggende.
Avvolta in quelle bianche
in spume soffici immersa
sento il dolce sussurrare di fate,
le loro parole raccontano di una terra,
magica Avalon.
La terra emerge silenziosa
dalle nebbie dove l’antico
re addormentato
aspetta il ritorno del suo cavaliere errante,
partito alla ricerca del santo Graal.
La strada la magica terra si è aperta,
percorrerla sarebbe facile,
l’indecisione e fatale,
la strada scompare rinchiusa
delle nebbie di Avalon.
Perduta la via per la magica terra
mi lascio cullare dalla dolce
spumosa nebbia del tempo.
SENZA TITOLO
Si inchina il bambù al tempo,
mentre l’onda brilla nel crescente
sorgere del sole,
dove la risacca s’infrange sulla sabbia
La nebbia respiro della terra,
foglia farfalla cullata dal vento
si posa nel silenzio sull’acqua del lago.
Orme lambite segno il passaggio
tra la notte silente e il giorno assolato.
Fiore di giglio,
di corpi allacciati
scoperti dal sole nascente.
Vela bianca richiama
antichi velieri,
racconti rinchiusi
nei sogni del signore del tempo
mentre io,
fanciulla danzo
per lui
rinchiusa
nel cuore
d’eterno infinito.
SENZA TITOLO II
Il vento scuote le chiome degli alberi,
i pensieri fugaci si legano a foglie
con fili trasparenti che come aquiloni
trasportati dal vento verso l’infinito.
Soffia ancora il vento trasportando
con se l’epoche che ormai son ricordi.
Il cielo stellato che abbiamo attraversato
ci ha visto amanti sono ormai lontane.
Fra i cuscini di stelle ho respirato
il profumo della tua pelle,
tra essi ho lasciato un dono per te.
Un cuore rosso rubino,
dove i battiti si fondono con il sussurro
di parole d’amore,
trasportate dal vento della passione.
SENZA TITOLO III
Scricchiolii di foglie secche,
portate nell’avanzare di settembre,
con colori sgargianti,
si fondo nella luce di notti silenti.
Cigolio di un cancello aperto,
il sentiero dei sogni s confonde
con lo scorre del tempo,
mescolando passato, presente, futuro.
Un canto, un batter d’ali
di una notte di mezz’estate
mentre nei sussulti del tempo
rivedo e vedo orbite
di senso compiuto.
La dove l’acqua scorre,
scivola via in un tripudio
di antichi errori di
lacrime di sangue.
Una luce divampa e…
…brucia l’oscurità
tingendo il cielo di rosso.
Mentre ancora cammino,
sul sentiero odo il richiamo,
e la si espande la vita che sorge,
che vibra, che appassiona.
SENZA TITOLO IV
Il salice piangete,
con la sua chioma
sfiora le acque placide
dello stagno.
Seduta sotto quel salice,
osservo le leggere onde
infrangersi sulla riva.
Libellule silenziose,
si librano sfiorando l’acqua,
cicale cantano una antica melodia.
Lascio libera la mente,
pensieri che s’abbandonano trasportare dell’aria,
sorvolano silenti lo spazio
per raggrupparsi nel tempo,
catturati dal pulviscolo di stelle lontane.
Ricadono qui in quest’angolo,
come lucciole
profumando d’infinita bellezza.
Allegri si rincorrono,
s’avvicinano e mi raccontano
di un viaggiatore
che solca lo spazio,
il tempo,
d’un anima inquieta,
d’un anima solitaria,
che brucia di passione ardente,
un anima che sa amare
senza paura.
Il salice si piega,
fa oscillare i suoi rami
sfiorano il mio volto
in una carezza d’eterno.
SENZA TITOLO V
Mi hai trafitto il cuore,
non la spada
era la tua arma,
ma lo sguardo.
Liberandomi
da antichi gioghi
che a un passato
doloroso mi legavano.
Respiro la pelle tua,
la bocca tua danza
con la mia,
le mani s’intrecciano,
i corpi si uniscono
in un fiore antico.
Il tempo oscuro
del dolore è finito
in un immenso cielo
tinto di nuvole bianche,
gabbiani si rincorrono
e si tuffano nella distesa
le assi di legno
scricchiolano
ma non ce ne accorgiamo
la nostra felicità
alleggia nel turbine
dell’onda spumeggiante.
ARABESCHI
Ricamare arabeschi con le parole,
orizzonti infiniti di cieli azzurri,
rondini di mare si tuffano in onde,
oceani di silenzi parlanti,
profondità d’incontri segreti,
creature dallo sguardo incantato
fra coralli graffianti.
Occhi specchi di un anima,
che ricerca il suo io
fra le pieghe del tempo.
Goccia di lacrima,
increspa il lago silente,
mentre il cigno morente
dolce nirvana,
spalanca un ultima volta le ali.
Frugare fra antichi ricordi,
il dolce avanzare dell’oggi
di un domani incerto,
speranza dell’attimo d’amore,
nella nascita di un fiore
sbocciato in quel breve sospiro.
Gli arabeschi disegnano parole
incise sui cuori feriti
nei desideri sognati
e mai realizzati.
Camminare fra di essi,
sentire il respiro sulla pelle
di chi soavemente s’illude
in un canto d’amore.
L’anima posseduta,
ultimo ma non ultimo arabesco
che l’essere ha di vero
di suo.
INCISIONI
Gocce che scolpiscono la roccia,
acqua, uno scalpellino inesorabile,
incide solchi nel terreno.
Ricordi, scalpellini inesorabili,
incidono nel tempo e nella memoria,
solchi di fluitante rimpianto.
Sorrisi sparsi nell’orizzonte,
segnato da nuvole bianche,
incisioni che lasciano speranza.
Inchiostro su foglio bianco,
incisioni pensieri lontani,
vicini alla mente
dell’essere vivo.
Lacrime solcano il viso,
incisioni dell’anima,
tormenti che chiudono
il dolore in un guscio.
Esperienze che incidono,
la vita mostrando ogni volta
un volto nuovo.
DANZANO LE ANIME
La sera cala silenziosa incurante,
della continua corsa della gente.
Stelle punti luminosi che mantono
di luce soave.
Una melodia celeste risuona,
fra stelle e pianeti,
due anime si rincorrono nella
speranza di sfiorarsi
come,
in quella notte d’estate
dove,
bastò uno sguardo per innamorarsi.
Il valzer
un volteggio di luce.
Ma il tango struggente,
appassionato e sensuale
avvicina e treman
le anime nella danza.
Nasce da una rosa,
la creatura del tempo,
i suoi piedi fasciati di seta
sfiorano l’acqua
cerchi infiniti
in uno spazio bluastro,
e pianeti dai nomi sconosciuti,
fan capolino ad ammirar danzatrice
del tempo infinito.
Le anime respirano amore,
mentre tutto tace
nella notte d’estate.
VECCHI LAMPIONI
Nuvole striate di blu si colorano di rosa.
Il vento soffia accarezza le vie.
I fogli di giornale si separano,
sparpagliandosi e ricorrendo
una foglia morta ormai priva di sogni.
La notte cala e il vecchio lampione s’accende,
la sua fiammella tremante
suggestiona il tempo
imprigionando vecchi ricordi,
la via riecheggia di vecchi passi
di sussurri appena pronunciati
da labbra socchiuse.
Un uomo avvolto in un vecchio cappotto,
passeggia nella via silenziosa,
si toglie il capello a cilindro
e fa un inchino
a una fanciulla avvolta da una mantella.
Il vecchio lampione fa brillare
la luce della sua fiamma
mentre il tempo gioca
con il presente
e con il passato
di una vita
parallela
dei sogni perduti.
VITA
Foglio bianco,
che imprigiona pensieri,
si tuffa l’anima in mare,
gabbiano sorvola planando.
Vita che seduce,
con incantesimi d’amore,
melodie che avvolgono.
Vita che nella notte silente,
si rispecchia nella luna,
acque placide del lago.
Signora dallo sguardo magico,
incanta questa vita,
lascia che essa ti seduca
lascia che il tempo
imprigiona il battito
delle ali di una farfalla,
lascia che il tempo
imprigiona il canto
dell’usignolo.
Vita seduci,
quest’anima
errante
con le tue magie,
vita seduci
il foglio bianco
coloralo d’azzurro
del cielo e del mare.
Vita,
seducimi
incatrami
con le tue meraviglie.
URLO
Un urlo nella notte
rompe il silenzio
il grido dell’angoscia
spazza via certezze
illusioni dell’anima.
Urla infrange
fremiti senza tempo
lacerante nel grido
che spacca l’anima
di chi ascolta
di chi urla.
Urla
selvagge
nella giungla
delle emozioni
mentre un fuoco brucia
l’anima che anela la pace.
PETALI DI ROSA
Sera d’estate,
l’ebbrezza leggera
fa sussurrar le rose.
Timide e gioiose
cantano liete strofe
d’amor alle stelle.
Alito di vento,
strappa delicati petali
di rose facendone
tappeto per la soave creatura.
Immagine rinchiusa
nel cuore innamorato,
le barriere s’infrangono
sulle certezze del cuore.
Petali di rosa si posano
su labbra rosso ciliegio
bacio senza tempo
e senza barriere.
SIGNORA DEL TEMPO
Ho camminato tra lo spazio e il tempo,
lasciando la mente libera da pensieri,
frugando tra mondi che non ci sono
ma che nella mia immaginazione
si formano e vivono
di una luce intensa.
Un uomo che non conoscevo
mi disse:
"Prendi la mia mano e ti
mostrerò l'universo e
i mondi che tu desideri
conoscere"
Non ero pronta e
non presi la mano,
il tempo giocò con noi
fino a farci incontrare di nuovo.
La mia mano fu chiusa nella sua
e l'universo fu mio
signora del tempo
ATTIMI
I nostri incontri,
attimi rubati al tempo.
Sfuggevoli sguardi,
intensi attimi vibranti.
Prigionieri di una promessa,
suggellata da un bacio.
Si fonde quell’attimo,
breve che ci ha visti
fra le braccia,
l’uno,
dell’atra.
Il tempo scorre,
e le nostre vite
corrono in parallelo.
La notte di stelle,
nello sguardo mio
si riflette,
luce di sogni.
Vorrei guardar negli occhi tuoi,
scrutando quell’anima tormentata,
da ciò che vide e che non vorrebbe
aver visto mai.
Vorrei guardar le stelle,
attraverso gli occhi tuoi,
brillerebbero ancor di più,
vorrei vedere i mondi
e i popoli scolpiti
nelle profondità dei tuoi ricordi.
Le strade corrono parallele,
quelle delle nostre esistenze.
Un giorno una curva,
e un'altra ancora,
le unirà in un punto,
ma fino a quel giorno:
i nostri incontri saranno
attimi rubati al tempo.
FRAGRANZE
Fragranze si espandono nell’aria,
sussurra il vento nel far
fremere le giovani foglioline,
si rincorrono i colori con
pioggia di petali colorati.
Melodie che nascono
dall’anima del tempo.
Bruciano le passioni
rinchiuse nel cuore
di chi viaggia sulle ali
tremanti di una farfalla.
Dai deserti rossi
nasce un fiore,
rosa di pietra
dono di impavidi guerrieri
per fanciulle temerarie.
I sogni dell’alba
si dissolvono alla luce
dell’amore vibrante
legge unica dell’universo.
BOCCIOLI RECISI
Piccoli fiori candidi nascono,
crescono nell'amore
nella sicurezza di chi li ama.
Con sguardo innocente
osservano il volo di una farfalla,
il fioccare della neve,
lo sbocciare di un fiore.
Boccioli anche loro,
pronti ad diventare
meravigliosi gigli
a diventare splendide DONNE,
ma come i profumati fiori
vengono recisi da forbici,
quelle piccole giovani donne
incontrano una mano sconosciuta
o forse con fiducia vanno incontro
a chi dice di amarle,
ma le forbici tagliano-
recidono...
e i boccioli cadono
a faccia in giù,
in un pozzo,
su un terreno secco.
Boccioli strappati.
DIMENSIONE
Sogno,
sogno di essere
nel mio letto
e sogno…
irrequieto e il mio dormire,
galleggio fra sogno e realtà
il tempo si dilata
dimensione eterna.
Lenta cade la neve,
passi lenti
impronte cancellate dal tempo,
ma ancora visibili nella memoria.
Rimasta ferma la recinzione,
rinchiude il campo innevato
ormai i volti scomparsi non guardano
più attraverso il reticolato
con sogni di libertà.
Rimasta ferma la recinzione,
rinchiude il campo innevato
soffia il vento volti trasparenti
guardano ancora attraverso il reticolato
come fantasmi imprigionati
tra due mondi non liberi di trovare pace.
Soffia il vento,
trasporta voci lontane
che si mescolano ancora
a chi cerca una libertà perduta.
Capannoni vuoti,
con brande prive di sogni
straccio rigato,
copriva un corpo
no ossa da incenerire.
Camini che ormai non fumano più,
ma che se osservi un fumo nero si leva lento,
cenere che cade,
cenere che si solleva
trasportata da vento,
che ancora non si posa.
Tormento di un popolo,
che non conosce pace,
perché l’odio solleva
il suo grido nella morte
del mite, nella morte
del fratello ucciso dal fratello.
Sogno,
sogno di essere
nel mio letto
e sogno….
irrequieto e il mio dormire,
galleggio fra sogno e realtà
il tempo si dilata
dimensione eterna.
NEBBIE
Nel mese di gennaio,
trascorso per metà, veloce,
nebbie avvolgono il giorno.
Il paese si risveglia
logoro di un lavoro
quotidiano di albe nascoste,
colori assopiti.
Arcobaleni nascosti da nebbie,
catturano il tempo,
che scorre sul fiume
d’un era passata.
Nebbie che custodisco,
segreti tra respiri
silenziosi, di rami,
sospinti nel cielo grigio.
Nell’ere trascorse
essi hanno graffiato
e graffieranno ancora
le nebbie leggere.
TI HO…..IMMAGINATO
Ho immaginato i tuoi occhi,
azzurri come i miei,
ho immaginato i tuoi occhi,
neri come quelli di tuo padre.
Ho…
immaginato i tuoi capelli,
biondo rame come i miei,
ho immaginato i tuoi capelli,
neri come quelli di tuo padre.
Ho…
immaginato il tuo visino,
le tue manine i tuoi piedini.
Ti ho…
immaginato fra le mie braccia,
ti ho immaginato mentre crescevi,
negli occhi la meraviglia per ciò che ti circonda.
Ti ho…
immaginato seduta sulle mie ginocchia,
mentre ascoltavi le fiabe che ti raccontavo,
ti ho immaginato mentre correvi a piedi nudi
sui prati fioriti, sulle sabbie dorate.
Ti ho…
immaginato diventare
prima fanciulla poi donna,
sempre più sicura sempre più
forte e consapevole di ciò
che sei di ciò che vuoi
Immaginando te,
ho rivisto me stessa.
Ti ho…
immaginato
SOGNI SOSPESI
Sono scesa giù
per scale fatte di giorni.
Ho lasciato le strade conosciute
per arrivare in cima alla montagna
e da li ho guardato il tempo che passa
lasciando sospesi sogni antichi
senza raggiungere mai
l'oblio che cerco
senza posa.
Viaggiando con la mente
restando ferma
ad ascoltare ogni lamento
che sale dall'anima del mondo.
FRA LE PAGINE DEL CUORE
Addormentata fra le pagine del tuo cuore,
sognando cieli azzurri,
oceani dalle acque profonde,
universi infiniti
risvegliandomi fra le pagine della mia anima.
Addormentata fra le pagine del tuo cuore,
lasciandomi senza paracadute,
librarsi con pensieri d'amore
fra nuvole bianche profumate.
Addormentata fra le pagine del tuo cuore,
correndo a piedi nudi sui prati fioriti,
nella mano richiudiamo due cuori uniti dai desideri comuni.
Addormentati fra le pagine del cuore,
risvegliandoci fra le pagine dell'anima nostra.
POESIA
Poesia come nasci nella mia mente?
Lo sguardo si posa su un fiore,
la sua bellezza m’incanta,
non so dipingere con i pennelli,
le parole s’affollano e gridano
uscire vogliono per descrivere
quella bellezza.
Poesia come nasci nella mia mente?
Persone care mi stanno vicino,
emozioni d’amore di figlia di moglie
che non so dire con la voce,
ma con la voce dell’anima so dire ti amo
su questo foglio bianco.
Poesia non so come nasci nella mia mente,
ma sei parte di me una goccia dell’anima mia.
INCONTRO CON CATULLO
Nuvole bianche in un cielo grigio azzurro
si mescolano a grigio verde dell’acque del lago.
Antiche mura, vestigia di una antica villa,
Roma conquistatrice la costruita,
un poeta un filosofo vi ha abitato.
Sentieri ghiaiati che scricchiolano sotto
ai piedi dei mille turisti,
guide che spiegano ciò che stato,
macchina fotografica pronta
a imprigionare quelle antiche pietre,
un soffio di vento e una voce sussurra:
“io ho vissuto qui,
ho scritto dolci poesie d’amore
per la mia amata Lesbia.
Ma ora guarda come era bella
la mia casa”.
Come per magia le mura cadute
si ergono maestose, la grande terrazza panoramica,
su un lago incantatore,
i portici che correvano ai lati della casa,
i mosaici, ma il viaggio nel tempo si ferma
l’ingresso della villa e davanti a me,
il vocio dei turisti hanno il sopravento
sulla mia immaginazione.
Mi giro ancora un istante verso
quelle antiche mura,
l’immagine di Catullo scompare
mentre un ultima folata di vento
mi sussurra “Leggi le mie poesie”.
Poi tutto scompare, rimane solo,
le grida di qualche ragazzo,
il rumore delle onde del lago
che infrangono sulla pietra.

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